2016-17 numero 1 

GIOVANNA, UNA COLLEGA, UN’AMICA

Giovanna D’Amico per me era un’amica, oltre che una collega, ma se il suo ultimo viaggio, verso la casa del Padre, è stato improvviso lasciando un vuoto affettivo nell’assenza sensibile del suo sguardo, del suo sorriso e della dinamicità relazionale della sua persona, col passare dei giorni ci si accorge che non tutto è perduto.

Per noi che crediamo il vuoto è colmato dal ricordo che è presenza in modo diverso della persona che abbiamo conosciuto, voluta bene e con la quale abbiamo condiviso un tratto del cammino esistenziale. Se nella realtà umana manca la sua parola, il condividere iniziative didattico-formative, interiormente sento che Giovanna non ha abbandonato tutti noi e in particolare gli alunni per i quali prega trovandosi certamente faccia a faccia con quel Dio Padre che ha cercato, ha incontrato, ha amato, e che, entrata nell’eternità di Dio, contempla nella gioia dell’Incontro.

Al di là delle parole, e dove queste non giungono perché non accolte dalla persona, il cristiano invoca nella preghiera affinché il Padre con la sua Parola incarnata, Cristo Gesù, sia compagno di viaggio, illumini le menti e i cuori specialmente dei giovani a noi affidati perché sappiano scegliere il meglio per la loro vita e questo possa renderli felici. Giovanna, superata la fragilità umana, adesso loda Dio e prega per tutti noi. La lode è ringraziamento per eccellenza e noi da lei impariamo a ringraziare per le piccole e le grandi cose della nostra vita, non dando mai niente per scontato. E impariamo a pregare per noi stessi, per ciò che non riusciamo a fare, e per gli altri, specialmente i più vicini a noi. Così il ricordo di Giovanna si fa vita e lei continua a vivere attraverso la nostra vita quotidiana, le nostre gioie, le nostre conquiste, le nostre difficoltà. Il suo sorriso è ancora con noi a illuminarci e riscaldarci il cuore e a creare relazioni nell’accoglienza reciproca. I piccoli o grandi doni materiali che lei elargiva con generosità erano segno del dono della sua vita agli altri, a ciascuno di noi.

Mi piace tenere in vita nel ricordo Giovanna pensando all’acqua che rinfresca, rigenera, che scorre lentamente o impetuosamente, così come lei era dolce e irruente, sorridente e malinconica: dell’acqua non possiamo fare a meno così come non possiamo dimenticare Giovanna.

Ci piace porre sulle labbra di Giovanna tale preghiera per noi:

Salute a voi che vedete la dolce luce
del nostro Padre che è nei cieli.
Quanto a me, fate che io possa riposare
in Cristo Gesù, nostro Signore,
e nel suo Spirito, santo e vivificante,
affinché anche voi siate fatti degni
di lasciare la vita da buoni cristiani.
Poiché anch’io, nella mia umiltà,
al termine della mia breve vita,
sono stata messa a parte della promessa di Dio.
E tu, Salvatore, abbi pietà di me.

Dall’iscrizione funeraria del farmacista Amachis
(Dict. Arch. Lit. , XIV, 1770 )

Rita Di Pasquale

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