2016-17 numero 2 

Parru cu tia

Giorno 21 Febbraio l’associazione culturale Parru CuTia ha avuto il piacere di presentarsi al corpo studentesco in occasione dell’assemblea d’istituto. Un modo per alcuni di noi del gruppo esecutivo dell’associazione per tornare da ex studenti in una scuola che ci ha cresciuti.

Personalmente molti degli ideali che ho coltivato nel mio percorso da liceale hanno trovato un riscontro concreto in questa realtà che ha racchiuso in se’ un forte desiderio di riscatto. L’indifferenza nel nostro territorio è un male che divora ogni bellezza. La conoscenza, la cultura, una consapevolezza non disimpegnata, sono una ricetta che funziona bene con l’aggiunta di un fondamentale ingrediente: la condivisione.

 

La casa di Giuseppe Francese è oggi per me una casa e una seconda famiglia in cui hanno trovato riscontro le aspettative che ingenuamente stavo ricercando altrove.

In seguito alla maturità conseguita nel 2015, la mia voglia era sicuramente quella di darmi da fare fuori dalla Sicilia e investire nel mio futuro in un luogo che mi offrisse delle prospettive diverse. Col tempo la mia convivenza con la città eterna, Roma, ha fatto maturare in me dei sentimenti ambivalenti che spesso entravano in contrasto. Da una parte la soddisfazione di riuscire in una città così grande con ritmi e organizzazioni molto diverse da quelle che si presentano qui, dall’altra un senso profondo di insoddisfazione, un senso di vuoto, un conto in sospeso. Era comunque quello che avevo realmente fatto, avevo lasciato un conto in sospeso con la mia terra. Il mio legame viscerale con questa posto ha avuto la meglio e decidendo di tornare ho maturato la convinzione che le mie forze, il mio spirito andavano impiegate qui, in Sicilia. La mia scelta ha avuto un riscontro più che incoraggiante. Tornando qui mi si è presentata questa possibilità ed è stato qualcosa di più di un segno, era la mia occasione per fare qualcosa e così sono saltata su questo treno. Era arrivato il mio momento per rendermi utile.

La Casa di Giuseppe mi ha accolto grazie anche alla fantastica disponibilità dei membri con cui oggi condivido questo percorso meraviglioso e in cui crediamo profondamente. Questa casa ha un valore importante e una storia molto significativa legata ad essa.

Giuseppe Francese, figlio di Mario Francese è un ragazzo bagherese di cui poco si è parlato e che non è molto conosciuto sebbene venga considerato a tutti gli effetti anche lui come il padre una vittima della mafia. Il padre Mario, noto giornalista, si impegnò attraverso il suo lavoro per dare voce ad un fenomeno comunemente taciuto, specialmente in quegli anni, la mafia appunto. Trovò la morte il 26 Gennaio del 1979 davanti casa, assassinato a colpi di pistola. Il caso non vide inizialmente nessun imputato, ma soltanto grazie alla sua famiglia e soprattutto all’insistente lavoro di suo figlio Giuseppe, poco più di 20 anni dopo il caso si chiuse con la condanna di Totò Riina, Leoluca Bagarella (esecutore dell’omicidio), Raffaele Ganci, Francesco Madonia, Michele Greco e Bernando Provenzano. Nella relazione che attesta il movente è stato dichiarato che «Il movente dell’omicidio Francese è sicuramente ricollegabile allo straordinario impegno civile con cui la vittima aveva compiuto un’approfondita ricostruzione delle più complesse e rilevanti vicende di mafia degli anni ’70» .

Giuseppe, travolto dal peso che aveva accumulato in questi anni di ricerca assetata di giustizia e sopraffatto dal buio di quegli anni in cui lui stesso aveva deciso di scavare, decise di porre fine alla sua vita il 3 Settembre del 2002, suicidandosi a Palermo.

La casa, sita in via Sant’Isidoro Monte a Bagheria, e donata dalla famiglia alla parrocchia San Giovanni Bosco, è gestita oggi dall’associazione “Parru cu tia “e ospita altre due associazioni, “3P” ed “A Testa Alta”, oltre al centro di documentazione Antimafia aperto a tutti.

“Parru cu tia “nasce circa due anni fa da un’idea del nostro attuale presidente Giovanni Giordano che ha abbracciato e coinvolto subito altri giovani ragazzi altrettanto motivati. Siamo stati ospitati proprio presso la Casa di Giuseppe che oggi è a tutti gli effetti la sede dell’associazione.

La casa vive portando avanti lo spirito di Giuseppe come un ragazzo simile a noi, che amava ridere e vivere delle cose che la vita aveva il gusto di offrire. La sede è aperta accogliendo studenti universitari che sfruttano gli spazi della sala studio dotata di wi-fi, nelle ore pomeridiane della settimana escluso la domenica, e viene aperta alle scuole per visite di documentazione ed incontri formativi.

L’associazione “Parru cu tia”, si apre anche con eventi che sensibilizzano alla cultura e alla conoscenza del nostro territorio. I membri sostengono volontariamente l’associazione e la realizzazione degli eventi con un tesseramento annuale di 5€. Siamo attivi online anche tramite la nostra pagina Facebook Parru cu tia, e il Magazine “Parru cu tia Magazine” che trovate anche su Facebook, dove potete seguirci e scoprire le nostre attività. Siamo ben disposti ad accogliervi e a presentarvi la nostra realtà, se ne avete voglia e volete conoscerci, contattateci su facebook prima di venirci a trovare.

Ivana Castronovo

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