2016-17 numero 3 

Intervista al professore Martorana per l’alternanza scuola lavoro

Ufficialmente questo è il secondo anno da quando l’alternanza scuola-lavoro è diventata obbligatoria per gli studenti di tutte le scuole superiori, in particolare nei licei ammonta a 200 ore nel corso degli ultimi 3 anni, stabilita dalla legge 107 del 2015.

L’introduzione così repentina di questa legge ha però portato alcuni ritardi dal punto di vista pratico perché le scuole non erano ancora pronte a questo cambiamento. Tuttavia però quest’anno le cose sono migliorate notevolmente e, a questo proposito, la redazione di Hermes ha deciso di intervistare il vicepreside Martorana che se ne occupa in prima persona per sapere come è stata accolta da studenti e insegnanti, in cosa consiste e come è stata svolta. Ecco quello che è emerso:

 

Questo è il secondo anno da quando l’alternanza scuola-lavoro è stata introdotta ma sappiamo che l’anno scorso ci sono stati alcuni ritardi per l’organizzazione: ce ne può parlare?

E’ vero: l’anno scorso ci sono stati dei ritardi dovuti al fatto che il nostro liceo non aveva mai avuto esperienze di questo genere in passato e il nostro indirizzo di studi, al contrario di quello che può essere un indirizzo tecnico per esempio, non è improntato sul lavoro immediato ma mira piuttosto a dare delle conoscenze generali di ogni materia per poi affrontare il percorso che si deciderà di intraprendere una volta conseguito il diploma. Per questo motivo la scuola è rimasta inizialmente un po’ spiazzata da questa legge che prevedeva le 200 ore di alternanza scuola-lavoro come un requisito fondamentale senza il quale non si può poi affrontare l’esame di maturità e questo ovviamente ha portato qualche disservizio, però quest’anno abbiamo cercato di aggiustare la mira.

-Quest’anno invece l’organizzazione è stata più celere?

Certamente, anche perché era il secondo anno e abbiamo potuto apprendere dai nostri errori iniziali permettendo ai ragazzi di scegliere i percorsi che si addicevano di più ai loro gusti e alle loro passioni. In generale la maggior parte degli studenti del quarto anno e quasi tutti quelli del terzo sono arrivati ad un monte ore molto buono che permetterà loro di raggiungere le 200 ore senza problemi in completa serenità. Attualmente stiamo programmando con il Dirigente il corso di sicurezza, anch’esso obbligatorio per poter conseguire la maturità, che si svolgerà il prossimo anno, in modo che ogni alunno possa completare l’intero percorso di alternanza.

E’ stato difficile contattare e mettersi d’accordo con le aziende?

La legge, così come è strutturata, si propone di mettere in comunicazione il mondo della scuola con quello del lavoro e questo potrebbe essere un fattore positivo, i problemi nascono purtroppo quando ciò non è attuabile per alcune realtà locali come le nostre: nel territorio del comprensorio di Bagheria per esempio vi sono più scuole superiori e troppe poche aziende. Inoltre per gli istituti professionali come ITET e IPSIA sono previste 400 ore al posto delle nostre 200. Questo naturalmente ha creato molti disagi per trovare le aziende ma soprattutto per instaurare una collaborazione che sia in qualche modo coerente con il percorso di studi che la nostra scuola offre.

In che cosa consiste esattamente la scuola lavoro?

La legge prevede che ci sia un accordo tra la scuola e l’azienda ospitante che deve essere iscritta all’albo dell’alternanza scuola-lavoro che si può trovare nel sito della camera di commercio. Una volta che l’azienda si dichiara disponibile, la scuola instaura un accordo scritto dove il tutor aziendale e il tutor interno, che seguirà gli studenti in quel determinato percorso, metteno a punto un progetto al termine del quale ogni alunno verrà giudicato per il lavoro svolto. Anche questa è una novità poiché prima i discenti venivano esaminati solamente dal docente del consiglio di classe mentre in questo modo si ha una valutazione più oggettiva.

-Qual è il suo obiettivo?

Essenzialmente il mettere in contatto il mondo scolastico con quello lavorativo poiché non tutti i ragazzi, una volta conseguito il diploma, decidono di intraprendere il percorso universitario. Io personalmente credo che ci siano delle scuole particolarmente adatte a questo percorso di alternanza come, per fare un esempio, l’istituto alberghiero a cui può essere molto utile instaurare una collaborazione con hotel ed alberghi perché così i ragazzi hanno modo di sperimentare sul campo quello che hanno imparato e stanno imparando a scuola. Per quanto concerne i licei, invece, bisognerebbe indirizzare questi percorsi secondo le preferenze dei ragazzi ma questo non è sempre possibile, poiché a volte ciò che cercano gli studenti non è quello che il territorio è in grado di offrire. Noi cerchiamo sempre di accontentare quanto più persone possibile ma non sempre si può scegliere qualcosa di attinente al proprio percorso di studi.

-Come hanno reagito gli studenti a questa novità?

Questo dipende dai percorsi: la maggior parte ha riscosso molto successo e interesse da parte degli alunni, altri purtroppo non sono riusciti a stimolare l’interesse di chi li ha frequentati ma, in verità, questo è accaduto di più il primo anno mentre il secondo quasi tutti i percorsi hanno avuto un riscontro molto positivo assecondando le passioni degli studenti. Noi organizzatori abbiamo sempre cercato innanzitutto di dare a voi studenti un’ampia scelta e in secondo luogo di offrirvi un percorso interessante e coerente con ciò che state facendo in questa scuola.

-I docenti invece? Sono stati subito favorevoli o hanno avuto delle discordanze?

Purtroppo nella mentalità comune dei professori liceali c’è molta resistenza verso l’introduzione di questi percorsi poiché tolgono ore di lezione o di studio agli studenti e quindi li distraggono dal normale andamento della vita scolastica. Ciò che io e qualche altro professore abbiamo cercato di far comprendere ai docenti è che, essendo funzionari dello Stato, dobbiamo rispettare le leggi che ci vengono imposte anche se magari non siamo d’accordo e cercare di attuarle poiché l’interesse primario di ogni professore dovrebbe essere in primo luogo permettere allo studente di concludere il proprio percorso nel miglior modo possibile. Questo si è verificato poiché spesso non si è pronti per affrontare delle novità così improvvise ma piano piano ogni docente si è convinto o per lo meno rassegnato al fatto che l’alternanza scuola- lavoro è una legge e si deve attuare.

-Quali sono i percorsi affrontati fino ad ora?

Ce n’è stato uno insieme all’ITET chiamato “archeostoria” in cui gli studenti hanno studiato il territorio dal punto di vista archeologico e hanno contribuito a svolgere degli scavi in loco, sempre all’interno dello stesso progetto è stato fatto anche un laboratorio multimediale per la creazione di un sito. Sempre in collaborazione con l’ITET si è svolto anche “Cunti, canti e pupari” dove i ragazzi hanno studiato alcuni testi in prosa e poesia e hanno messo in scena uno spettacolo teatrale. Un altro è stato il MEP (Modern European Parliament) che porterà sei ragazzi fino alla fase nazionale a Prato. A villa Cattolica si sono svolti due progetti: uno che ha riguardato proprio il museo mentre l’altro prevede che i nostri ragazzi siano le guide della sezione cartellonistica. Altri studenti stanno facendo un percorso con l’AVIS (Associazione Volontari Italiani per il Sangue), con l’associazione Drago Arte contemporanea che a sua volta è diviso in galleria (che si occupa dell’organizzazione di mostre d’arte) e in editoria perché è anche una casa editrice. Altri percorsi sono stati Naturando, con una cooperativa di giovani geologi, che si occupa di fare uno studio su Monte Catalfano; l’ IMUN ovvero la simulazione del lavoro svolto dalle Nazioni Unite; un altro ancora è in collaborazione con l’Associazione dei Genitori che si occupa di portare avanti una simulazione d’impresa in un percorso turistico naturalistico. Inoltre un ringraziamento doveroso va al comune di Misilmeri che si è reso disponibile ad ospitare alcuni nostri studenti che vivono lì a svolgere le ore di scuola- lavoro nella biblioteca comunale di Misilmeri. L’anno scorso invece ci sono stati altri due percorsi importanti: uno con la biblioteca comunale di Bagheria che ha sede a Palazzo Cutò, mentre un altro con Villa Sant’Isidoro che è una villa da poco restaurata che ha beneficiato molto dell’aiuto dei ragazzi. Un altro percorso svolto d’estate è stato quello in collaborazione con il club nautico di Solanto dove hanno potuto sperimentare il surf, la canoa, la vela, ecc. Grande successo ha avuto anche Radio Skitikkio che mirava a far comprendere agli studenti com’è l’ambiente all’interno di una radio. Altri ancora sono stati quelli con l’Università di Palermo ovvero il laboratorio di chimica e meccanica dove gli alunni erano seguiti da docenti universitari che facevano vedere loro cosa voleva dire lavorare all’interno di un laboratorio.

-Si giudica soddisfatto di com’è stata organizzata l’alternanza e di quello che si è fatto?

In linea generale mi ritengo molto soddisfatto dei miglioramenti fatti rispetto all’anno scorso, questo assolutamente sì, anche se rimango dell’idea che tutto è migliorabile e che dobbiamo sempre superarci per arrivare a risultati ottimali. Ci tenevo inoltre a ringraziare il professore Mimmo Aiello che l’anno scorso si è occupato del progetto di alternanza scuola-lavoro e che anche quest’anno ha continuato a darmi un grandissimo aiuto nel superamento dei problemi che via via si andavano presentando facendo lavoro di squadra e spalleggiandoci l’un l’altro. Il ringraziamento più grande però va soprattutto agli studenti che mi hanno reso fiero di essere il vicepreside di questa scuola poiché hanno portato la buona fama del liceo ovunque loro andassero comportandosi sempre in maniera molto professionale, prendendo seriamente gli incarichi che venivano loro affidati senza lamentarsi ma anzi prendendo quest’occasione come un arricchimento. Al giorno d’oggi posso dire con orgoglio che la scuola non ha mai ricevuto una telefonata da parte delle istituzioni per le lamentale del servizio svolto dagli studenti, anzi, molte si sono complimentate elogiandoli per la loro disponibilità, serietà e spirito di sacrificio e questa è la cosa di cui vado più fiero in assoluto. Infine un ringraziamento va anche il dirigente scolastico che ha avuto fiducia in me affidandomi un lavoro così complesso come questo. Quindi nonostante si siano fatti enormi passi avanti rispetto all’anno scorso, spero che ogni anno sia migliore del precedente e che si possa imparare dai propri sbagli, per offrire sempre il meglio ai nostri studenti.

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