2016-17 numero 3 

…che tragedie

Anche quest’anno il liceo ha partecipato alla gita scolastica a Siracusa. Gita ormai storica, che regala ogni anno molte emozioni ai ragazzi.

Tradizionalmente si assiste a due tragedie: quest’anno le rappresentazioni sono state tratte da due opere  dai celeberrimi tragediografi Eschilo ed Euripide: “Sette contro Tebe” e “Fenicie”.

Entrambe le tragedie affrontano lo stesso argomento, ma sono presentate da un punto di vista diverso. Esse raccontano delle sventure che hanno colpito la città di Tebe, per via della maledizione causata da Edipo, che, come gli era stato rivelato dall’oracolo, ha ucciso il padre Laio e sposato la madre Giocasta.

In particolare si parla di quella che è stata la terribile e sanguinosa guerra tra i Tebani, guidati da Eteocle, e gli Argivi, guidati da Polinice.

Entrambi i condottieri sono figli di Edipo e Giocasta, e possono essere considerati i protagonisti della vicenda, insieme ad Antigone, Ismene, Giocasta, Creonte ed Edipo.

Abbiamo avuto modo di confrontarci con i nostri compagni di viaggio in merito a queste rappresentazioni e mentre alcuni sembrano averle apprezzate, altri hanno ritenuto che la sceneggiatura e la recitazione non fossero delle migliori.

In realtà si tratta di due opere abbastanza difficili, sia come testo che come possibilità di rappresentazione e interpretazione, e molti sono gli elementi che denotano le profonde differenze tra i due autori e che ,paradossalmente, le rendono ancor più vive sulla scena. Le impressioni che abbiamo raccolto in una serie di messaggi vocali sono confluite in questo articolo che è stato redatto in pullman durante il viaggio.

Emanuele Liga e Biagio Di Paola, reporter dal Fronte della Tragedia.

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