2016-17 numero 3 

Dal liceo classico a Fisica: un viaggio attraverso l’ignoto?

Non è passato molto tempo dal mio ultimo saluto al liceo Classico prima di iniziare il percorso universitario all’interno della Facoltà di Fisica di Palermo : sono già passati quasi due anni dal giorno del mio diploma senza che me ne accorgessi.

A volte mi capita di passare davanti la mia scuola e inevitabilmente la nostalgia invade i ricordi; rifletto su quanto studiato negli anni liceali, cercando di trovare un nesso con ciò che sto affrontando ora.
Dal terzo anno del liceo la Fisica aveva iniziato ad affascinarmi, nonostante le materie umanistiche mi interessassero notevolmente; ed è per questo motivo che la scelta del corso di studi non è stata molto facile.
Alla fine l’interesse per il ‘magico’ mondo della Fisica ha preso il sopravvento, scatenando commenti fra i miei conoscenti: “Ma sei pazza!”, “Un mese e te ne scappi sicuro”, “Poi fammi sapere perché ti sei iscritta a Fisica..”;  e devo ammettere che le difficoltà dell’intero primo anno sono state notevoli e spesso mi hanno portato ad avere qualche dubbio riguardo la mia scelta. Eppure io sentivo di potercela fare, perché pensavo, e ancora ne sono fermamente convinta, che dietro alla traduzione di una versione ci sia un processo mentale molto vicino a quello che comporta la risoluzione di un problema matematico. Nella grammatica latina e greca ogni parola ha un preciso posto nella frase, ma al tempo stesso può essere tradotta in almeno tre modi diversi. Per questo si parla di versione e non di traduzione. Ogni scelta è fondamentale e il ragionamento logico che ci sta dietro non è lontano da una semplificazione di un’equazione piuttosto che un’altra. Dietro ogni problema di questo tipo, c’è qualcosa da tirare fuori, da capire e fare proprio per poi saperlo rendere al meglio.
Questa idea mi ha dato la forza di ‘rimediare’ a quelle normali lacune matematiche che si possono trovare intraprendendo lo studio di materie scientifiche dopo anni di liceo classico. E’ vero, magari con un liceo diverso sarei arrivata più pronta, meno demoralizzata nell’affrontare la matematica e con una preparazione più adeguata al mio corso di studi… eppure non mi pento assolutamente del mio percorso liceale: lo studio della cultura greca e latina favorisce una particolare sensibilità alla bellezza e all’eleganza, all’armonia ed alla rigorosità della strutture, alla capacità di sorprendendersi davanti a una teoria che inizialmente racchiude un concetto complicato e che invece si può ricondurre a una formula breve ed essenziale che colpisce quasi per la sua banalità. Einstein diceva infatti che la matematica e la fisica sono espressioni dei pensieri più profondi nel modo più semplice, tanto che, con le giuste parole, queste potrebbero essere comprese anche da un bambino, nei loro aspetti più generali.
Ed è questo il quid in più che in fondo, secondo me, lascia il liceo classico:  la capacità di tenere a mente il concetto centrale e saper schematizzare in maniera logica le connessioni con esso in maniera rigorosa e accurata; che poi queste siano delle formule matematiche a prima vista ‘mostruose’ è solo, a mio avviso, un passo successivo. Una volta capito il ragionamento, è solo il meccanismo di traduzione ‘matematica’ che va adattato a quanto posto in riflessione.
Per questi motivi, secondo me, lo studio delle discipline umanistiche da un modo di approcciarsi più analitico e raffinato (la ipercitata forma mentis !) alle teorie scientifiche e a tutto ciò che da esse deriva; se a questo si aggiungono la curiosità e la determinazione, si tratterà di stringere i denti solo nei primi tempi e aggiustare poi, negli anni, le eventuali lacune.
Mentre passo quindi, di tanto in tanto, davanti al liceo, percepisco un senso di gratitudine e riconoscenza verso una scuola e quegli insegnanti che, oltre ad avermi lasciato tantissimi e bei ricordi, mi hanno guidato allo studio consapevole di argomenti, culture e pensieri che mi hanno permesso di apprezzare la bellezza del ragionamento umano.

 

Fiammetta Fricano
Ex alunna liceo classico, corso D

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