2017-18 numero 1 

Che ti passa per la Capa?

Capa, nomignolo utilizzato spesso tra i fan, è il diminutivo di Caparezza, a sua volta soprannome del rapper di Molfetta, in Puglia, Michele Salvemini. Classe ’73, Capa è uno tra i più longevi della “scena” ed è difficile da collocare in un contesto perché lo stesso continuerebbe ad uscirne da uno e ad entrare in un altro. La poliedricità è ciò che rende Caparezza unico, infatti lo stesso ha dimostrato di trovarsi a suo agio con qualsiasi genere dal rock al rap e chi più ne ha più ne metta. L’album dal titolo Prisoner 709, pubblicato a settembre, segna ufficialmente il ritorno del rapper di Molfetta, dopo un’assenza che risale a Museica, pubblicato nel 2013. In solo una settimana la FIMI, Federazione Industria Musica Italiana, certifica Prisoner 709 come disco d’oro, dal momento che ha già venduto più di venticinquemila copie.

Negli scorsi singoli Caparezza aveva già esposto temi delicati come quelli riguardanti la Chiesa, precisamente in Sono il tuo sogno eretico singolo che denuncia le azioni deplorevoli compiute da quest’ultima durante il medioevo, ricordando anche la figura di Giordano Bruno, e quelli che parlano della sua persona. All’interno del primo singolo rilasciato alcune settimane prima dell’uscita ufficiale, intitolato Prisoner 709, Capa riesce a racchiudere tutto se stesso parlando del suo concetto di musica lontano da premi e fasti; e il rapper non finisce mai di stupire: il titolo dell’album non è casuale il 7 e il 9 infatti sono i numeri delle lettere contenuti nel suo nome di battesimo e in quello d’arte, rispettivamente Michele e Caparezza separati da uno zero che, secondo la pronuncia inglese, suonerà come una O.

Interessantissima, infine è la canzone Larsen. L’interpretazione a primo ascolto non è chiara ma, dopo un’attenta analisi, si rivela qualcosa di stupefacente. Larsen sarebbe un feedback che si ha sotto forma di fischio quando, ad esempio, un microfono è troppo vicino al suo altoparlante; Larsen a sua volta è il nome del fisico che riuscì a dimostrare tutto ciò. Ma che c’entra in questa canzone? Capa nel suo testo descrive la scoperta della sua malattia ovvero l’acufene, un disturbo che si manifesta come un continuo fischio nelle orecchie in situazioni di forte stress da qui il collegamento con il fenomeno fisico. L’album è una continua evoluzione e un continuo passaggio dal rap al rock, una descrizione dell’artista e dei suoi disturbi con una critica ironica e pungente che solo Capa sa fare!

Seguono i link per ascoltare i brani Prisoner 709 e Ti fa stare bene

 

 


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