2017-18 numero 1 

Contro il freddo e lo scoramento, manifestiamo per il cambiamento

È l’epilogo di un complesso percorso di protesta portato avanti dai ragazzi del liceo “Francesco Scaduto” di Bagheria la marcia svoltasi per le vie di Palermo in data 22/01/18. Le condizioni precarie e inaccettabili delle strutture, infatti, hanno spinto gli studenti di tale istituto a non restare passivi e indifferenti davanti ad un problema che persiste ormai da anni e che, nonostante i vari provvedimenti presi in passato, è rimasto irrisolto e ha continuato a creare disagio.



Impianti di riscaldamento inattivi e poco funzionanti, condizioni igienico-sanitarie e strutturali precarie, sono solo alcune delle realtà con cui quotidianamente non solo alunni, ma anche professori e personale sono costretti a convivere. La manifestazione ha dapprima avuto luogo per le strade di Bagheria, a seguito di una settimana di autogestione organizzata in vari corsi vertenti sui più disparati argomenti, servita, oltre che per fare il punto della situazione e capire gli sviluppi della protesta, per accrescere in maniera “alternativa” la cultura generale e la conoscenza dell’individuo circa il mondo e la società con cui è chiamato a confrontarsi ogni giorno.

Manifestazione fortemente partecipata, è stata un valido strumento per rendere evidente il malcontento e la voglia di un cambiamento radicale e sollecitare il Comune e chi di competenza a prendere atto e agire di conseguenza. Successivamente, con l’adesione attiva del sindaco stesso Patrizio Cinque, al fine di dare un senso ancora più profondo e rilevante ad ogni azione, gli studenti bagheresi, armati di striscioni, megafoni, forte decisione e speranza in una svolta, stanchi di sentirsi ripetere che tentare di proseguire questo percorso è uno spreco di tempo, una lotta vana, si sono recati a Palermo e, al seguito di una marcia, sono arrivati di fronte a Palazzo Comitini, sede della Provincia, istituzione sorda che da anni sembra non ascoltare le richieste concrete di un intervento che di giorno in giorno diviene sempre più necessario.

Contro ogni previsione degli scettici che fin dall’inizio non hanno creduto nella serietà dell’iniziativa e dei ragazzi stessi che la stavano portando avanti, dopo anni e anni di tentativi vani o comunque non del tutto ben strutturati, si è raggiunto un numero di adesioni soddisfacente, chiaro segno di come una problematica di interesse comune abbia unito le forze di un centinaia di alunni di età diversa che lottano per il medesimo fine: ottenere una risposta e far sentire la propria voce, ma, soprattutto, crescere come persona consapevole delle proprie prerogative e come cittadino attivo all’interno di un sistema labile che cambia assetto molto rapidamente.



Una volta giunti alla sede della Provincia, i quattro rappresentati di istituto e il sindaco, si sono recati all’interno per incontrare chi di competenza e discutere ed affrontare ordinatamente la questione. Dopo circa un’ora di attesa, vissuta dal resto dei ragazzi presenti in maniera molto intensa, sono arrivate le risposte che tutti si auguravano di sentire. In maniera molto emozionata e soddisfatta, è stato prontamente riferito l’intervento del comune che, il giorno stesso, ha inviato del personale a controllare la situazione delle tubature nella sede centrale del liceo. Per la questione “riscaldamenti”, è stato garantito che nel giro di quindici giorni sarebbe partito un appalto e che per la metà di febbraio il controverso problema sarebbe stato risolto. La situazione della succursale invece, non è la medesima: l’impianto c’è, ed è anche funzionante, ma purtroppo in tutti questi anni nessuno si è preso l’onere di farlo accendere. Ma, grazie all’aiuto del sindaco Patrizio Cinque che ha promesso di muoversi attraverso la ditta che lavora con il Comune, affinché la caldaia torni ad essere attiva, anche questo ostacolo potrebbe dirsi finalmente superato, risolto e “lasciato alle spalle”.



Ogni esperienza, al suo epilogo, che questo sia positivo o no, lascia sempre un segno, un insegnamento; e quello che si può desumere da questa, sembra essere davvero significativo: non lasciarsi mai scoraggiare dai piccoli fallimenti, da chi ha un’opinione diversa dalla nostra, continuare a tentare di cambiare le cose per non restare passivi e indifferenti davanti ad una problematica, indipendentemente che questa ci coinvolga o no, perché rinunciare al perseguimento di un obbiettivo quando si è ancora nel bel mezzo del suo sviluppo, equivale a non averci mai nemmeno provato, e che a volte, alcune lezioni, non si imparano solo tra i banchi di scuola.

Ora bisogna vigilare: affinché sia concretamente realizzato ciò che è stato promesso.

Marina Di Paola

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