2017-18 numero 2 

“Train… to be cool”, imparare ad essere forti

Allenarsi ad essere forti. Quanti giovani vorrebbero essere visti con ammirazione dai propri coetanei? E quanti, per raggiungere il proprio obiettivo, commettono degli errori che, quasi sempre, si rivelano fatali? Sfiorare la morte significa davvero essere forti? La risposta è no. Ecco il messaggio trasmesso dal progetto “Train… to be Cool”, rivolto alle classi prime del Liceo Francesco Scaduto di Bagheria e ad altre scuole. Il progetto si è articolato in due incontri distinti (il 5/02/18 e il 28/02/18), ed è stato ideato dal Servizio di Polizia Ferroviaria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno.

Per diventare forti bisogna diventare responsabili. Tuttavia, non sempre i giovani lo sanno. Ecco perché nella nostra scuola, così come in altre, è stato proposto questo progetto. L’obiettivo dei suoi creatori è quello di stimolare nei giovani la consapevolezza dei rischi legati all’ambiente ferroviario e di diffondere tra loro la cultura della legalità e della sicurezza, al fine di spingerli ad adottare comportamenti responsabili per l’incolumità propria ed altrui. Di fatto, come ci viene ricordato durante l’incontro dall’agente Assunta Acampora e dal suo collega, spesso le nostre scelte sbagliate coinvolgono, anzi, travolgono, anche gli altri. Spostarsi dai binari all’ultimo momento, fotografarsi con il treno in movimento alle proprie spalle, sdraiarsi sui binari e aspettare che il treno passi, sono solo alcuni dei gesti irresponsabili e rischiosi che adottano i giovani pensando che, una volta superate queste temibili “prove”, saranno visti dai loro amici come degli eroi. E, invece, di eroico hanno ben poco queste bravate.

Consideriamo questi fattori: in Sicilia i treni viaggiano a 120km/h; dopo che il macchinista tira il freno, un treno si ferma dopo aver percorso altri 960 m; al contrario delle automobili, il treno non può sterzare. Tre semplici verità ci bastano per capire che scappare dal treno in corsa è praticamente impossibile. E se tutto questo non è ancora sufficiente, c’è anche dell’altro che, forse, può aiutarci a comprendere meglio l’irresponsabilità di certi gesti. I due agenti della Polizia Ferroviaria, infatti, ci danno più di tre semplici informazioni. Loro ci aprono un mondo intero.



Contrariamente a quello che si pensa, il treno non si sente arrivare. Soltanto quando è vicino a noi possiamo percepire il suo rumore. Inoltre, è ovvio che all’interno delle stazioni ferroviarie ci sono molte persone che parlano tra loro e che contribuiscono, in un modo o nell’altro, a creare molto rumore. Se, poi, consideriamo anche il fatto che molti giovani ascoltano la musica con le cuffie, anche prima di salire sul treno, allora la situazione peggiora ulteriormente. Non serve molto tempo per capire che, a questo punto, sentire l’arrivo del treno è praticamente impossibile. In tal proposito, è bene ricordare che non ci sono soltanto coloro che, spinti da un’insensata ricerca del brivido, rischiano la vita di propria iniziativa. Alcuni giovani, irresponsabili e distratti, non prestano molta attenzione a dove vanno, o attraversano i binari senza guardare e, intanto, magari ascoltano la musica. Ed ecco che, inconsapevolmente, vanno incontro alla morte. Dire che tutti questi comportamenti portano ad una tragica fine non è certo un’esagerazione. Di fatto, chi sopravvive ad un incidente ferroviario, nella maggior parte dei casi, resta profondamente mutilato e, dunque, perde un arto. In tal proposito, i due agenti ci propongono anche l’ascolto di alcune toccanti registrazioni. Si tratta di una serie di pensieri e riflessioni fatte dalle vittime degli incidenti ferroviari, ovviamente interpretate da attori. I comportamenti irresponsabili, però, non sono ancora finiti. Per esempio, quanti giovani cercano di salire a bordo di un treno in movimento? Anche in questo caso, il comportamento irresponsabile danneggia il suo autore.

Dobbiamo però ricordare anche altre azioni incoscienti che non recano danno a chi le compie, bensì agli altri. Quanti ragazzi imbrattano o danneggiano il materiale e le infrastrutture ferroviarie? Pensiamo, poi, a chi lancia oggetti contro il treno, rischiando anche di ferire il macchinista, o a chi pone ostacoli sui binari. Quanti passeggeri innocenti possono morire a causa dell’irresponsabilità altrui? Allo stesso modo, può rivelarsi altrettanto pericoloso introdursi in aree interdette. Ma in quanti ci pensano prima di agire? E pensare che basterebbe così poco per evitare simili tragedie. Basterebbe porsi qualche semplice domanda per evitare di uccidere se stessi e gli altri. Adottare comportamenti legali e soprattutto corretti in treno e, più in generale, in ambito ferroviario è molto importante.



Grazie al progetto “Train…to be Cool” non soltanto possiamo comprendere i rischi nascosti dietro al treno, ma possiamo anche sviluppare maggiore consapevolezza riguardo l’importanza della vita nostra ed altrui. Tutto questo lo dobbiamo agli Operatori di Polizia Ferroviaria, i quali vengono formati con il supporto degli psicologi del Centro di Neurologia e Psicologia Medica del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Con impegno e convinzione, loro istruiscono gli studenti riguardo i pericoli, spiegando loro quali sono i comportamenti da evitare e quali, invece, possono salvargli la vita. Il tutto avviene durante interessanti incontri dove gli Operatori coinvolgono i ragazzi, facendoli partecipare attivamente alle attività e portandoli a riflettere. Il progetto “Train…to be Cool” è dunque utile per i giovani di oggi, per la loro crescita interiore e per la loro formazione in qualità di individui maturi e responsabili. Per concludere, sarebbe opportuno lanciare un appello a tutti i ragazzi, invitandoli a trarre vantaggio da questa esperienza e a rendere partecipi anche gli altri, correggendo i loro comportamenti sbagliati, e continuando a diffondere la cultura della “sicurezza propria ed altri”.

Giovani, riflettete bene su quello che significa la vostra vita e su come le vostre azioni irresponsabili possono incidere anche sul cammino e sull’incolumità delle altre persone. Non rendetevi assassini degli altri, né tanto meno di voi stessi. Evitate tutti i comportamenti sbagliati e seguite le regole per mantenere la sicurezza negli ambienti ferroviari. Diffidate da chi vi incita a “sfidare” il treno portandovi come esempio filmati diffusi in rete di chi ce l’ha fatta. Sappiate, infatti, che molto spesso non esiste qualcuno che riesce nell’impresa e che sfugge alla morte, perché quei filmati sono falsi. Pensate prima di ogni cosa alla bellezza della vita e non rischiate tutto per l’insensata voglia di essere forti. Essere “cool” non implica morire per nulla.

Vanessa Maria Gulotta, 1 BU

One Thought to ““Train… to be cool”, imparare ad essere forti”

  1. fedro

    Well Done Vanessa.I’m proud of you.

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