2017-18 numero 2 

Una scelta, un concorso… un’avventura.

Il tre e il quattro maggio ho partecipato alla fase finale del concorso letterario nazionale “Sicilia, cornice di senso”, bandito dal Liceo Classico, Linguistico e Coreutico “R. Settimo” di Caltanissetta. La fase selettiva si era tenuta a scuola alcuni mesi prima. La gara prevedeva che i partecipanti scrivessero un racconto ispirato ad una fotografia sul tema Sicilia. Nonostante il tempo massimo per la stesura fosse di quattro ore, ho consegnato il mio racconto con due ore di anticipo per poter partecipare alle attività di alternanza scuola-lavoro. Già da questo particolare potete capire con quanta incoscienza ho affrontato quel concorso!

Ero stranamente soddisfatto di quello che ero riuscito a creare; parola per parola, quel racconto era frutto delle mie speranze, delle mie aspettative, delle mie idee. Devo dire però che non mi aspettavo di arrivare in finale, tanto che, per rimanere sul tema Sicilia, alla notizia ho pensato: “Ma po’ essiri mai? Macari mi scanciaru”. I momenti di gioia tuttavia sono destinati a durare poco! La fase finale coincideva con il viaggio d’istruzione in Campania. Partiamo dal presupposto che sono indeciso anche quando devo scegliere il gusto del gelato: dovevo fare una scelta e avevo poco tempo. Ho deciso così di partecipare alla finale del concorso, rinunciando al viaggio a Napoli. La mia scelta ha scatenato vari commenti tra i miei conoscenti: “ma sei pazzo”, “non ti capisco”.

Ho scelto il concorso perché ho visto in esso un’occasione da non perdere, ho seguito dunque il carpe diem! Ero un po’ triste all’inizio, ma, una volta arrivato lì, ho capito che quell’esperienza valeva veramente tutte le rinunce. A Caltanissetta ho conosciuto persone che mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Abbiamo passato la giornata insieme visitando la città e, tra risate e buon cibo, siamo entrati tutti in sintonia. Uno dei momenti che non dimenticherò è stato l’incontro con lo scrittore Gian Mauro Costa, membro della giuria: ho capito quanto siano interconnessi il piano dello scrivere e del leggere libri e che un buono scrittore è dunque un buon lettore. Il tempo purtroppo è trascorso in fretta. A casa non ho portato la vittoria finale, ma il ricordo di una grande avventura.

Andrea Ticali, III B.

 

 

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