Prima assemblea d’istituto del Liceo Francesco Scaduto 2018

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Si è sentito profumo di cose nuove lunedì 19 novembre 2018, tra i gradoni della cavea del liceo Francesco Scaduto, che per la prima volta quest’ anno scolastico ha ascoltato le voci di Francesco Bruno, Biagio Di Paola, Fabio Maggiore ed Edoardo Martorana in qualità di nuovi rappresentanti d’istituto.

I quattro ragazzi hanno esposto i punti approvati precedentemente in comitato di base: come prima cosa si è discusso sulla volontà di istituire una raccolta fondi per migliorare i servizi igienici del liceo (affinché i bagni possano finalmente avere sempre della carta igienica e del sapone) e per garantire allo studente di poter intervenire immediatamente, in caso di eventuali infortuni, attraverso idonei strumenti sanitari. Dopo si è discusso di sport, infatti neanche quest’anno manca un torneo d’istituto: le squadre sono già state assegnate e si attendono soltanto le date delle competizioni. Dopodiché si è  parlato dell’intenzione di portare, anche all’interno del liceo, la raccolta differenziata; questo progetto però necessita della collaborazione delle altre scuole e del Comune, dunque si prevedono tempi lunghi per una buona organizzazione.

Dopo si è dedicato ampio spazio a una tematica molto importante e delicata, ovvero quella riguardante i problemi strutturali della nostra scuola e in generale delle scuole italiane: i dati disponibili sono veramente allarmanti!
Si è dunque parlato di alcuni dei tanti diritti legati alla scuola: diritto allo studio, diritto ad avere un rapporto propositivo con gli insegnanti, diritto alla partecipazione attiva alla vita della scuola, diritto ad avere aule attrezzate, sicure, accoglienti, a vivere in una scuola in condizioni igieniche accettabili… durante la discussione si è compreso che molti dei diritti che spettano a noi studenti possiamo sognarceli, o nel nostro piccolo tentare di ottenerli nella realtà dei fatti.

Lottare si è detto. Lottare, sì… ma come? Come possono dei ragazzi rivendicare i propri diritti? Come possono dei ragazzi agire affinché qualcuno  li prenda sul serio? I ragazzi dello Scaduto hanno richiesto di conoscere la situazione degli edifici dentro i quali ogni giorno passano più di cinque ore della loro vita, hanno avuto delle risposte diverse da quelle che ogni studente vorrebbe ottenere e perciò si sono confrontati con la preside, la quale sta lavorando per trovare una soluzione immediata da attuare; mentre l’attendono, stanchi di questa situazione che è la stessa purtroppo da anni, i ragazzi cominciano a prepararsi, nell’eventualità in cui questa soluzione non si presentasse, a fare rumore: consapevoli che le passate autogestioni e settimane intelligenti non hanno portato a null’altro che al pensiero della collettività che “i ragazzi fanno ‘ste cose perché non vogliono studiare”, questa volta vogliono fare qualcosa di più drastico e indubbiamente impegnativo: occupare la scuola, manifestazione che come tutte le cose ha i suoi pro e contro, e che, come molti ragazzi hanno detto in assemblea, di certo non avrà l’approvazione di troppi docenti e genitori, ma che, nel cuore degli studenti che sognano che i propri diritti non  siano solamente scritti nella costituzione (e allo Scaduto di ragazzi così ce ne sono molti), è un modo per migliorare le cose, o comunque andrà, per dire che almeno, loro c’hanno provato.

 

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