2018-19 

UNA LOTTA CONTINUA PER L’UGUAGLIANZA

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Quante volte abbiamo creduto che l’uguaglianza tra uomo e donna finalmente fosse stata raggiunta? Purtroppo ci siamo sbagliati. Magari sul piano dei diritti la situazione è migliorata nonostante siano ancora presenti fenomeni come il gender pay gap, ovvero la differenza salariale. Riguardo ciò le Nazioni Unite affermano: “Nel mondo le donne guadagnano in media il 23% in meno degli uomini”. Ma questa è soltanto una piccola parte dei problemi che ancora oggi le donne devono affrontare: stupri, molestie, stalking, violenza fisica e psicologica. Recentemente una notizia di grande scalpore è arrivata da Cork, in Irlanda. Una ragazza diciassettenne accusa un uomo di averla stuprata, ma quest’ultimo viene assolto: secondo la corte la Corte se la sarebbe cercata, poiché indossava un tanga di pizzo. Siamo ancora agli stereotipi per cui lo stupro è legato a come ti vesti, a come ti poni e al fatto che certe donne provocano una reazione maschile e quindi “se la cercano”. Le donne, stanche di essere spettatrici di ingiustizie, sono scese per le strade e con tanga di tutte le forme e colori, per protestare contro i pregiudizi, e hanno lanciato lo slogan “This Is Not Consent”.

Benché nel 1999 sia stata istituita “La Giornata mondiale contro la violenza sulle donne” per sensibilizzare la gente sull’argomento, siamo lontani anni luce dall’eliminazione del problema: 6,788 milioni di donne hanno subito violenza almeno una volta nella loro vita. Probabilmente il problema non verrà mai eliminato del tutto ma questo non deve fermarci: proviamoci, lottiamo proprio come hanno fatto le donne dei secoli precedenti e che ci hanno dato la certezza che il mondo, un passo dopo l’altro, si può cambiare. E per chi fosse ancora convinto che il femminismo significhi odiare gli uomini, ricordiamo che il femminismo non aspira ad una supremazia delle donne, ma ad una vera Uguaglianza tra uomo e donna.



QUESTO “AMORE” NON FA PER ME!

Lunedì 26 novembre 2018 in tarda mattinata al Cine Teatro Roma, a Bagheria, la Coop.Soc. Nuova Generazione ha organizzato in occasione della “Giornata contro La violenza alle donne”, un evento  a cui hanno partecipato alcuni studenti delle scuole superiori di Bagheria. Una sorta di conversazione tra i rappresentanti di diversi ambiti: come Domenico Barone, ispettore del commissariato polizia di Bagheria, Rosanna Rubino, psicologa del Centro Antiviolenza e di Casa Rifugio “Donne nuove”, Claudia Pedrotti del centro studi giuridici UDI Palermo e la Compagnia Teatrale Attrici per un giorno con “Ti amo da morire” (diversi monologhi di donne uccise dai loro compagni). Tutti consigliano a chi subisce violenza di cercare aiuto, poiché ci sono tanti centri e persone a cui rivolgersi. Tra i tanti ospiti vi era Barbara Bartolotti, testimonianza diretta della crudeltà che a volte pervade l’uomo. Era il 2003, quando Barbara, sposata e con due figli, fu chiamata dal suo collega desideroso di incontrarla per parlare di lavoro. Giunge nel luogo dove si erano dati appuntamento e nel momento in cui scende dall’auto sente un tonfo alla testa: Giuseppe, il suo collega, le ha appena dato una martellata. Ma non finisce qui: le martellate diventano quattro, poi una coltellata al ventre le uccide il bambino che aveva in grembo e infine benzina e fiamme la avvolgono mentre Giuseppe ripete “Non ti posso avere, meglio ucciderti”. Ma una grande voglia di vivere l’ha portata a resistere. Il suo aggressore doveva scontare 25 anni di carcere, purtroppo, invece, gliene hanno dati solamente quattro di domiciliari grazie agli sconti di pena.
Una storia terribile che ci scuote dentro e ci fa ricordare che tante altre donne sono vittime di questa violenza ingiustificabile: alcune riescono a sopravvivere, altre no; alcune vengono protette; altre no, poche hanno giustizia, molte no…



Libri da leggere.

Il secondo sesso di Simone de Beauvoir. Con una determinazione prima sconosciuta e un linguaggio nuovo, che tesse il filo dell’argomentazione attraverso un’originale mescolanza di mito e letteratura, psicoanalisi e filosofia, antropologia e storia, Simone de Beauvoir sfida i cultori del gentil sesso criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l’alienazione sessuale, economica e politica. Provoca il pubblico conservatore, cerca il riconoscimento personale, rivendica la solidarietà collettiva.

Questo non è amore di AA.VV. (Marsilio). Un libro denuncia sugli abusi e le violenze subite da moltissime donne, maltrattate da compagni, fidanzati, mariti, conviventi: un’inchiesta di drammatica e bruciante attualità.

Tu mi fai volare. Cadere, rompere di Sabrina Sasso. Facendo tesoro di un’esperienza di volontaria nei centri antiviolenza, ci racconta una storia sull’amore malato: quello in cui la donna perde la dignità, i punti di riferimento e rischia di perdere anche la vita. Per farci capire che non dobbiamo mai rinunciare a noi stesse e che venire fuori dalla violenza si può.


Film da vedere.

L’amore rubato. Dall’omonima raccolta di racconti di Dacia Maraini, una sorta di catalogo delle tipologie di violenze subite dalle donne. Vittime e carnefici vengono raccontate dall’impietoso sguardo della macchina da presa, come un diario degli orrori contemporanei, sempre più frequenti e a cui, ancora oggi, si fa fatica a credere. Donne di diversa educazione ed estrazione sociale sono tristemente accomunate da ogni sorta di abuso da parte dell’uomo. Tutte cercano riscatto e giustizia ma la società sembra cieca e sorda a ogni loro richiesta.

Sotto accusa. E’ un film diretto da Jonathan Kaplan e interpretato da Jodie Foster, che racconta la storia di Sarah Tobias, una giovane cameriera di un modesto locale, che una notte viene violentata a turno da tre individui davanti agli altri squallidi clienti del locale che incitavano l’atto tra risate e cori da stadio. Ad aiutarla solo un ragazzo che fa un’inutile telefonata alla polizia. Il caso viene poi seguito dal procuratore distrettuale Katheryn Murphy, che prende molto a cuore la vicenda e aiuta Sarah a ottenere giustizia. Film del 1983, è stato uno dei primi a denunciare in modo diretto, forte e drammatico lo stupro.

A letto con il nemico. Film con protagonista Julia Roberts, nei panni di Laura, una donna che è sposata con Martin, che nei primi tempi è un marito premuroso e gentile, ma col passare del tempo si rivela completamente diverso da quello che inizialmente sembrava. Diventa possessivo, diventa maniaco del controllo e non lascia in pace la moglie Laura. La donna deve addirittura fingersi morta per scappare da quel marito che non la lascia respirare. Lo fa, inizia una vita nuova, ma poi l’uomo la trova. Per sua fortuna avrà qualcuno pronto a difenderla.

Denise Oddo, III B

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