2019-20 

Filosofia nelle città

Il 27 Ottobre si è tenuto uno dei tanti incontri del  II Festival della filosofia a Palermo, presso Villa Filippina. Come  riportato nel titolo, si parla del legame tra essa e le città, ma non solo…riusciremo a guardare questa nostra realtà, soprattutto cittadina, dal punto di vista filosofico!

Che ruolo ha la filosofia nelle città ?

La filosofia nasce nella città, esse (filosofia e città) hanno bisogno allo stesso modo dei cittadini (elemento comune). Sono abitatori che  costituiscono e creano la città, poiché parte integrante e attiva della vita cittadina. Quest’ultimi discutono, argomentano, si oppongono alla giustizia creando dei conflitti, ed è proprio qui che la filosofia pone le sue radici: trova nelle discussioni argomentate la propria forma.

Mai sentito parlare dei non-luoghi?

Qui inizia proprio il dibattito fra Carlo Baiamonte, docente di filosofia nei licei, e Prof. Minarda, docente di letteratura italiana, sulla teoria antropologica di Marc Augè. Nelle città si creano dei Non-Luoghi: dei luoghi di transito (centri commerciali, stazioni, aeroporti) . Non è nulla di complicato da apprendere, sono luoghi in cui si miscelano tante e differenti culture, e di conseguenza si annulla il legame tra una città e l’altra, perché non vi è storia ma solo la perdita delle radici del bagaglio culturale di ognuno.

Prendiamo come esempio Internet

Questa realtà virtuale viene molto criticata e considerata come non-luogo. Pensate che si possa instaurare un vero legame tra due persone o più, consapevoli di non riuscire a toccarle e a non sperimentare il cosiddetto “faccia a faccia”? Giustamente rispondereste con la prova delle video-chiamate, ma chi sta dall’altra parte del cellulare può far finta di essere anche ciò che non è. In sintesi le relazioni create all’interno di questa realtà sono sprecate, e il tempo viene consumato.

Ma non pensiamo che sia solo consumare e sprecare tempo…

Grazie alle riflessioni del Prof. Minarda, che prende spunto dagli “Amori difficili” scritti da Italo Calvino, vedremo come questi Non-Luoghi diventino un rifugio. Gli “Amori difficili” sono una raccolta di racconti che narrano dei Non-incontri. In particolare in un racconto vi è un viaggiatore che si trova sempre in treno per raggiungere la sua fidanzata. Provate a farvi la domanda del “come vedete queste stazioni e come vi sentite quando vi entrate”, e vediamo se corrisponde al finale della storia. Per il viaggiatore non è soltanto un luogo nato per il transito, anzi gli trasmette calma, tranquillità, perché questa neutralità smonta il caos che ritrova nella sua quotidianità.

Quindi capiamo che tutto si basa da come si percepisce il Non-luogo e di come esso possa far parte della vita di un individuo. Ma in che senso “fa parte della vita di un individuo“. E’ mai capitato a chi vi sta intorno oppure anche a voi stessi di aver, non tanto come ispirazione, ma come desiderio, lavorare per esempio nei centri commerciali?

A seconda della percezione viene considerato (il non-luogo) uno spazio vitale, che ha bisogno di esser curato. Se rientrate in questo gruppo, esso fa parte della vostra vita e tutto si va perdendo anche il valore della singola identità.

 Partecipanti: Canale Giuseppe, Cirrincione Claudia, Fricano Lucia, Randazzo Roberta accompagnati dal prof. Salvatore Fricano

Roberta Randazzo, III AU

 

 

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