2019-20 

Ai tempi del coronavirus… inizi #iltempodellagentilezza

Siamo stati richiamati alle armi, chi confinato al rifugio, chi in trincea, per combattere un nemico invisibile all’occhio umano: lo stesso nemico che qualche settimana fa sottovalutavamo, riferendoci a lui come il figlio scemo dell’influenza stagionale, è adesso lo stesso che ci costringe a rivalutare non solo ciò che siamo personalmente, ma ciò che è il nostro ambiente in cui viviamo.

Ecco perché il COVID-19, nonostante la sua apparente semplicità, ci ha portato a riflettere sul mondo che ci circonda, cioè un mondo che continua a mutare e la cui muta è molto più veloce di quella dei teenagers, capace di svegliarsi da un giorno all’altro e confinare tutti in quarantena. Ma è in situazioni come queste che dobbiamo far valere il motto secondo cui “chi la dura la vince”, concentrandoci non sul significato del sacrificio, ma su quello del successo della vita, che è e sarà sempre il tema universale da difendere con le mani e con i denti. Ecco perché, con i tempi che corrono, bisogna valutare tutto ciò che ci si para davanti: dobbiamo fidarci o dissociarci dall’ordine costituito (Governo, Chiesa, Istituzioni…)?



Basti pensare alle differenze iniziali tra gli approcci dei governi delle diverse Nazioni. In Italia il governo Conte II sembrerebbe che sia prontamente corso ai ripari per arginare gli effetti dell’infezione, prendendosi di contro le mille polemiche sulla “populista” chiusura delle scuole (critiche giunte sia dai docenti sia dai discenti). Ma son bastati appena due giorni per rendersi conto di quanto la questione sia stata sottovalutata dal popolo, che è subito corso ai ripari ed alla ricerca di provviste, assecondando il governo e denunciando così non solo lo scarso controllo emotivo, ma anche lo scarso senso critico e un’accentuatissima indifferenza nei confronti del prossimo.

Viceversa, nel Regno Unito, il governo Johnson II inizialmente ha chiarito che non aveva intenzione di prendere nessuna misura precauzionale, mirando anzi allo sviluppo dell’immunità di gregge, cioè puntando all’interruzione della catena dell’infezione da parte di soggetti immuni o meno soggetti alla malattia; praticamente, vince chi è il più forte. E chi non ce la fa? A tale proposito, il primo ministro britannico Johnson, sempre nei primi giorni dell’emergenza, quando però già in Italia si era ben capito l’entità del problema, ha dichiarato che molte famiglie avrebbero perso prematuramente dei loro cari a causa del coronavirus, e di ciò i britannici dovranno farsene un cruccio.

Evidentemente, prima di imparare la lezione, bisogna sbatterci la testa… ma il dramma è che la testa non la sbatteranno i politicanti, ma le famiglie inglesi che vedranno via via sparire i loro cari.

La scelta di fidarsi o dissociarsi dalle linee di governo sono ovviamente soggettive, ed ogni tesi può essere valida per l’uno o l’altro punto di vista, ma ciò che non è opinabile deve sempre essere il diritto alla vita, che deve essere tutelato, sempre. Per questo personalmente, ho preso (e prenderò) parte ad iniziative di Croce Rossa Italiana per i servizi nei confronti degli ultimi, di coloro che dovranno combattere questa battaglia da soli: penso sempre ai mille sguardi dei senza fissa dimora incontrati durante il PON Metro e le unità di strada;  aiuteremo con il servizio di prossimità, portando  non solo viveri ma anche farmaci e, cosa più importante, conforto ed informazione; ma anche i taxi sanitari per chi dovrà patire questa guerra in prima persona. La mia speranza viene alimentata infatti non dalle comunicazioni del governo o dalle voci di corridoio sulla fine della quarantena, né dalla ripresa dei nostri stili di vita in tempo utile (questo è infatti quanto più che sicuro): ma vivo ardentemente nella speranza che, durante e dopo le situazioni come questa, il mondo torni alla normalità e viva convivendo, godendoci ogni attimo della vita ed ogni forma di libertà;  vivere senza rimpianti; perché tutto questo un giorno potrebbe svanire… ma non a causa di una quarantena a cui possiamo anche opporci… ma di qualcosa di più grosso, dal quale nessuno potrà mai tirarci fuori. Sogni inarrivabili? Probabile, ma non voglio rassegnarmi ad essere indifferente: ecco che per me inizia #iltempodellagentilezza.

Alfio Sanfilippo, IV BU

 

Lascia qui un tuo commento!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: