2019-20 

Pagine di diario al tempo della pandemia

08/04/2020

Caro diario… mi presento sono Maria Pecoraro ho 16 anni ed abito in un piccolo paese chiamato Altavilla Milicia. Suona davvero assurdo definire con tali parole un computer ma i tempi sono cambiati, il progresso scientifico e tecnologico ha fatto si da eliminare quei fogli rilegati che consideravamo un vero e proprio diario. Beh, che dire ci troviamo in un periodo che costituirà una delle pagine più cupe e grigie della storia mondiale, la nostra vita è stata stravolta in senso negativo da un piccolo essere che però ha intrinseco un potere molto grande, un potere che è al di sopra delle nostre capacità perché come dicevo  prima, si, il mondo si è evoluto per ciò che concerne il campo tecnologico ma è rimasto qualche passo indietro nel campo biologico.

Questo nemico che è entrato a far parte della nostra vita ha un nome ben preciso: coronavirus. Ci siamo addormentati in un mondo e ci siamo risvegliati in uno completamente nuovo, un mondo che appare strano, preoccupante e triste ai nostri occhi. In questo momento tutti siamo chiamati ad una responsabilità verso il prossimo che va al di là di ciò che è consentito dalla legge! Poiché si sa ben poco di come questo virus si diffonde, e molti sembrano essere asintomatici, la protezione verso sé è la protezione verso l’altro. In questo nuovo mondo improvvisamente gli abbracci diventano un’arma e il distacco diventa un segno d’amore e di protezione, insomma tutto si è capovolto. Vorrei riportare una citazione di Einstein:

 “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.

 E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.  Da Il mondo come io lo vedo (1931).



9/04/2020

Caro diario, i giorni passano e continuiamo a stare a casa, mi mancano tantissimo i miei amici che non vedo da più di un mese, mi manca la normalità. Sono ogni giorno sempre più triste per questa situazione, per colpa di questo virus muoiono ogni giorno migliaia di persone nel mondo e provo a immedesimarmi nella sofferenza che queste provano e nella sofferenza che provano i loro cari. In questo periodo penso tanto ed è per questo che vorrei parlarti del tema del tempo, sul quale ho riflettuto molto in questo periodo, ho riflettuto sulla caducità di quest’ultimo e sulla caducità delle cose terrene.

Talvolta il tempo può sembrarci svelto, veloce, rapido, ma come disse Einstein il tempo è un concetto strettamente relativo, possiamo percepirlo come particolarmente lungo o particolarmente breve relativamente alle circostanze. Viviamo un tempo scuro, grigio e capiamo che la nostra giornata dal punto di vista della scansione temporale è molto rallentata, è come se stessimo seguendo una sorta di battuta d’arresto. Anche nell’approccio filosofico al concetto di tempo varie domande sono state poste e scuole di pensiero differenti hanno formulato delle risposte anche antitetiche tra loro. Le domande più frequenti sono: qual è l’origine del tempo? Il tempo è qualcosa di assoluto o esiste solo in relazione all’osservazione degli eventi? Il tempo effettivamente scorre oppure no? Il concetto di tempo nella filosofia antica si riassume nella definizione di “un ordine oggettivo misurabile nel movimento” cioè come misura del perdurare delle cose o come ritmica successione delle fasi della natura. E a questo proposito mi chiedo: questa situazione potrebbe essere una fase della natura? Le fasi vengono superate, quindi supereremo anche questa? Credo che queste domande risiedano un po’ nella mente di ciascuno di noi, ma penso che l’unico modo per avere delle risposte è il tempo. Avere pazienza non è qualcosa di facile, e posso ben testimoniarlo perché non sono una persona per nulla paziente, ma in tale situazione mi sento obbligata a pazientare come tutti per una ripresa collettiva.


10/04/2020

Caro diario, eccoci qui puntuali come ogni giorno. Penso sia un ottimo mezzo per svagarsi scrivere un diario, perché insomma faccio finta di parlare con qualcuno. Ho capito che occorre tanto tempo per creare ma un attimo per distruggere, tutto quello che sta accadendo ci ricorda una verità tanto scontata quanto difficile da accettare: non possiamo controllare tutto, nonostante i progressi della scienza. Ma le dinamiche che stiamo vivendo, nuove per noi, non sono sconosciute in molti Paesi che hanno subìto in tempi anche recenti il passaggio di flagelli come l’epidemia di Ebola, che ha duramente colpito pochi anni fa alcuni dei paesi più poveri dell’Africa Occidentale, per non contare tutte le altre ‘epidemie’ che quotidianamente colpiscono i paesi poveri.

È proprio vero che si comincia ad apprezzare davvero qualcosa quando non c’è l’hai più! Rimanere chiusi in casa dà a noi giovani una sensazione di soffocamento, non mi sarei mai aspettata che accadesse una situazione del genere, di solito queste epidemie si vedono maggiormente nei film ma adesso ho capito che anche un film può diventare realtà. Prima definivo la mia vita monotona: sveglia presto, andare a scuola, tornare a casa studiare tutto il pomeriggio, fare attività fisica. Ma mi sa proprio che mi stavo sbagliando, quella non era una vita monotona ma questa che vivo da più di un mese lo è.

Cerco di impegnarmi ogni giorno sperimentando qualcosa di nuovo da fare , come ad esempio scrivere questo diario o leggere un bel libro, infatti un po’ di giorni fa ne ho cominciato uno intitolato “La lettera scarlatta” che mi sta appassionando molto. Ho rivisto parecchie foto della mia infanzia e mia madre, che è diplomata in pianoforte, insieme a mia sorella, ha provato e sottolineo provato a insegnarmi a suonare questo meraviglioso strumento ma ripeto non sono una persona paziente quindi ho preferito lasciar perdere.



 11/04/2020

Caro diario , spero che un giorno i miei figli potranno leggere questo diario, e sarò felice che avranno delle testimonianze quando lo troveranno nei libri di scuola. È strano, noi studenti abbiamo sempre desiderato stare a casa per non doverci alzare al mattino presto per preparaci ed andare a scuola e affrontare sei ore di lezioni e ora che questo “desiderio” è diventato realtà, è una realtà davvero difficile.  Apprezzo molto il lavoro dei professori che sono sempre presenti per rassicurarci, tenerci informati per darci compiti che possono permettere a noi alunni di non spegnere del tutto il cervello e di ricordarci che questa non è una vacanza. Utilizziamo una piattaforma chiamata Zoom per fare delle videolezioni, ma ovviamente non è equiparabile a stare seduti sui banchi, stare con i compagni, ma cerchiamo di rivivere un po’ la normalità.

Risulta strano ma in questa quarantena sto legando di più con alcuni compagni, studiamo insieme in videochiamata, ridiamo, scherziamo, guardiamo i film insieme virtualmente, insomma facciamo del nostro meglio.  Forse è questo lo stimolo che ci sta dando indirettamente questa epidemia: l’unione tra alunni e professori o tra cittadino e cittadino è ciò che serve veramente all’Italia per rimettersi in piedi, abbattendo differenze culturali, sociali ed educative lavorando attivamente e congiuntamente aiutandosi l’uno con l’altro e sperando vivamente che questa sia solo una parentesi buia della nostra storia che verrà raccontata poi nei libri di storia, e che non si protragga a lungo.



26/04/2020

Caro diario, sono un po’ di giorni che non mi faccio sentire…in questa settimana sono stata molto impegnata con le interrogazioni che fortunatamente sono andate molto bene! Non mi sarei mai immaginata di fare un’interrogazione virtuale ma, forse è vero che nulla è impossibile. Questa frase mi ha portata a ritrovare speranza, quella che stiamo perdendo un po’ tutti, mi sono ricordata che la speranza è l’ultima a morire.

Quando l’emergenza covid sarà finita, non voglio ricominciare a vivere da dove mi sono fermata, voglio cominciare da capo con la consapevolezza che bisogna accettare le piccole cose perché sono le più importanti. Qualunque cosa si farà non sarà più routine, ma una novità, sarà bellissimo stringere la mano ad uno sconosciuto, abbracciare un parente, parlare con un vicino… spero che arrivi presto questo momento. Non vedo l’ora di tornare a guardare i volti della gente attorno a me, vedere la loro felicità e la loro spensieratezza nel sapere che tutto sia tornato alla normalità.


27/04/2020

Ieri sera ho assistito alla diretta del presidente del consiglio Giuseppe Conte che ha annunciato le caratteristiche dell’imminente fase 2 anche se queste non sono state ben capite, insomma per noi ragazzi non è cambiato nulla in quanto dobbiamo continuare a proteggerci restando a casa, per gli adulti  la situazione è diversa, ricominceranno a lavorare dopo un periodo di grande crisi.

Ovviamente la ripresa economica sarà lenta e complicata per un Paese che non l’ha ancora metabolizzata ,un po’ come tutta l’Europa  del resto, e che ha avuto ripercussioni sulla vita sociale portando numerosi decessi. Penso che la fase 2 sia ancora troppo restrittiva, troppo simile alla fase 1, noi ragazzi siamo stanchi, sarebbe bello anche se fosse solo concesso di incontrare un amico. Fare una passeggiata al sole sarà una novità, non vedo l’ora di ricominciare ad uscire dagli schermi, ci sveglieremo come dopo una fase di convalescenza e avremo intrinseco un misto di timore, paura e speranza. Tuttavia a causa delle restrizioni imposte dal governo, molti studiosi hanno notato una notevole riduzione dell’inquinamento e una cospicua riduzione della circolazione di auto, diminuendo così emissioni di sostanze nocive come il monossido di carbonio e l’ossido di azoto. Sembra di vivere in uno zoo capovolto: gli uomini vengono chiusi in gabbia e gli animali dall’esterno ci osservano ed esplorano città e quartieri.  Sembra che la natura stia tornando a essere la protagonista di un mondo che l’uomo tentava di padroneggiare; basta poco per far si che la natura ritorni a fiorire mostrando la sua immensa bellezza dalla quale l’uomo si sente attratto e dominato.

Questo periodo ci sta offrendo una grande occasione di riflessione sul rapporto uomo-natura, dal momento che siamo costretti nostro malgrado a riflettere sui danni che da tempo l’uomo ha causato a quest’ultima.  La natura si è riappropriata degli spazi che l’uomo gli aveva tolto e di conseguenza gli animali selvatici si sentono liberi di circolare tra le strade che sono sempre più deserte per l’emergenza coronavirus. Si vedono caprioli vicino i centri storici, cinghiali vicino i supermercati, cervi, lupi e stambecchi a quote sempre più basse…una lezione che dobbiamo tenere presente per la riapertura: dobbiamo essere pronti a individuare immediatamente i focolai, dobbiamo essere capaci di testare moltissime persone in brevissimo tempo, dobbiamo essere preparati a tracciare (con applicazione o senza) tutti i contatti per poi isolarli in maniera efficace. Insomma, bisogna imparare dalle esperienze degli altri e anche dai loro errori. Farsi sorprendere di nuovo impreparati sarebbe una cosa imperdonabile, con gravi conseguenze per la salute pubblica.

 

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