2021-22 Magazine numero zero Senza categoria 

ANIMAPHIX 2021

Di seguito alcune tra le migliori recensioni dei corti votati dai nostri studenti

“IN NATURE”

Nell’ambito del concorso “Animaphix Young 2021” il corto “In natura” è stato uno di quelli che ha colpito maggiormente la nostra classe per le importanti e attuali tematiche trattate, nonché gli argomenti di cui il corto parla, che sono principalmente l’identità di genere, l’orientamento sessuale e le adozioni di figli da parte di coppie dello stesso sesso. Al giorno d’oggi, nonostante questi temi siano presenti soprattutto nelle discussioni tra ragazzi e nei dibattiti politici, essi sono considerati ancora dei tabù. Un tabù è un argomento, un discorso, di cui non si deve e non si può parlare: per convenienza sociale e opportunità politica. A tal punto da utilizzare, come mezzo per esplicarlo, gli animali e il loro comportamento osservabile in natura (da qui proprio il titolo). 

Infatti il corto narra di come gli animali, sia per sopravvivenza che per indole, tendano a mutare la loro sessualità o il loro genere. La voce narrante che, come possiamo ben notare, è quella di un bambino evidenzia quanto queste situazioni siano naturali e semplici da comprendere per chiunque. Se volessimo entrare più nello specifico della story line, potremmo dire che tra gli argomenti trattati, la surrogazione, è vista come qualcosa cui sarebbe meglio non trattare perché fraintendibile e mal vista. Questo tipo di argomenti, e le loro sfaccettature, non sono ben accettati, non solo da una parte della società, bensì da tutta quella fetta di persone influenzate dalla religione, e dai pregiudizi già insiti nelle famiglie. A causa di queste enormi influenze, la società, la politica e la Chiesa sono rimasti indietro mentalmente, mantenendo una posizione di forte negazione, allontanando il fatto stesso e non considerandolo un diritto umano inalienabile; al contrario  lo hanno eluso del tutto, come se stessimo parlando di qualcosa di futile. 

A livello di visualizzazione visiva il cortometraggio utilizza dei colori vibranti e delle linee semplici per enfatizzare ogni singolo concetto. L’insieme degli animali, della natura e del loro comportamento in essa rendono la pellicola un cartone animato vero e proprio. 

Riteniamo infine che questo corto abbia avuto così tanto successo all’interno della nostra scuola, poiché le varie sfaccettature del mondo animale si intersecano con quelle umane paragonandole tra loro e facendoci capire quanto tutto ciò che noi limitiamo e a volte rifiutiamo sia invece presente “in natura”. 

Karen D’Angelo- Riccardo Paladini, per la classe III D.

We loved “in nature”! 

It was funny but most importantly it was instructive . It was about a very important topic for our generation and the next, and knowing that kids have the opportunity to see it too, grow up with the right beliefs, made us take a breath of relief.

It motivates  us to always do the right thing and make the right choices, while watching this short film, which was very inspiring. Whoever made it, we just know he put is whole heart and soul in it, just because it transmitted so many emotions. 

We are happy that it won, it’s very well deserved! You can’t miss it! 

Francesca Di Leonardo e Anna Marciante 3CL

“ANIMAPHIX YOUNG” EN EL LICEO “F. SCADUTO”

El 15 de octubre participamos en el proyecto denominado “Animaphix Young”, que consistía en ver unos cortometrajes y darles una calificación final a cada uno de 1 a 5. Terminada la visión, hicimos una puesta en común en la que intercambiamos opiniones sobre los cortos, y resultó ganador (para nosotros) el corto titulado “In nature” de Marcel Barelli. El tema tratado es el de la homosexualidad y transexualidad en la naturaleza, desde el punto de vista de una niña. Nos sorprendió mucho (y nos encantó al mismo tiempo) como los niños con una edad tan temprana pueden ser más maduros que los adultos. Además ese corto responde a las acusaciones homofóbicas, según las cuales la homosexualidad y la transexualidad son “contra natura”. Se trata también el tema de la familia, aunque marginalmente. Protagonistas son, entre otros: una pareja de morsas, dos elefantes, dos monos, cada pareja del mismo sexo. El lenguaje utilizado es bastante sencillo y adecuado a un público de jóvenes; transmite un mensaje que, desde nuestro punto de vista, es fundamental, puesto que hoy en día persisten muchos prejuicios sobre el tema. 

V AL

Colrun (2020) 

“La società dei consumi ci ha detto che la felicità consiste nell’avere le cose, e non è riuscita a in segnarci la felicità di non avere le cose.” (Elise Boulding) 

Nazione: Spagna 

Diretto, scritto e prodotto da: Jorge Sarria de Vicente 

Durata: 4’ 55 (4 minuti e 55 secondi) 

Il cortometraggio, a cura del regista spagnolo Jorge Sarria de Vicente, mostra come la vita di un ra gazzino proveniente dalla Repubblica del Congo e quella del direttore di una multinazionale, che  opera in campo tecnologico, siano collegate da un materiale che le cambierà per sempre. Tuttavia  mentre uno dei due rischia la vita per il Coltan, l’altro invece non fa altro che trarne profitto e fama.  Mentre uno dei due è costretto a lavorare (anche in giovanissima età) nelle miniere di Coltan per  sopravvivere e non patire la fame, l’altro siede in un ufficio, presiede a conferenze in cui non fa altro che presentare le sue creazioni ed essere acclamato per le sopraccennate. L’uno corre, l’altro cammina. L’uno vive, l’altro muore. 

Riteniamo che questo sia stato il miglior cortometraggio fra quelli visti per il contest di “Ani maphix”, in primo luogo perché tratta una tematica del tutto odierna e, successivamente perché, co noscendo già in parte l’argomento, sappiamo già quanto è importante informare i ragazzi riguardo  l’impatto ambientale dei loro capricci e del loro essere “all’ultimo grido”. 

Le tematiche principali su cui si basa il significato intrinseco del corto sono il consumismo e lo  sfruttamento, anche in correlazione tra loro. Abbiamo già avuto la possibilità di visionare, sempre in  un contesto scolastico, ulteriori video dai quali abbiamo approfondito le nostre conoscenze riguardo  l’estrazione del Coltan dalle miniere ed il suo conseguente utilizzo. Basti pensare che per estrarre  una ventina di chili di Coltan, il cui valore è di circa quattrocento dollari, è necessaria una settimana  di tempo, cinque uomini e dodici ore di lavoro giornaliere. Chi decide il prezzo del Coltan sono  proprio gli Americani e gli Europei (Francesi, Inglesi, Belgi ecc.), che con un solo chilo di Coltan  riescono a ricavare diverse decine di smartphone, venduti ognuno a diverse centinaia se non addirit tura a più di un migliaio di euro. Questo basta a spiegare come l’Africa sia ancora una colonia occi 

dentale, poiché nonostante il Congo sia ricco, la sua gente rimane povera. 

Sono state due, in particolare, le scene che ci hanno emotivamente colpito. 

La prima nella quale si nota uno dei due ragazzini, che fuggiva dalle miniere, senza vita e travolto  dai detriti crollati durante la frana. Non è raro infatti, anche nella vita reale, che diverse persone  perdano la vita dentro le miniere sotterranee di Coltan a causa di frane o della mancanza di ossigeno  nel sottosuolo. Proprio per questo il Coltan è stato soprannominato dalle popolazioni del posto, co 

me il “minerale insanguinato”. 

La seconda invece è la scena in cui il ragazzino sopravvissuto alla frana, si lascia quasi cadere a terra dalla stanchezza ed incappa nell’entrata di una ulteriore miniera sotterranea, questa volta però  l’entrata è data da una galleria che scende verticalmente per diversi metri (si utilizzano tutt’ora delle  piattaforme per calarsi dentro). Nonostante tenti fino all’ultimo di salvarsi la vita aggrappandosi al  terreno, è stanco e non ha più forze per combattere. Ciò che ci ha davvero impressionato è stata  l’ultima espressione facciale del ragazzo prima che cadesse dentro la galleria, se si ascolta attenta 

mente, si può addirittura sentire il tonfo del corpo che si schianta sul fondo della miniera. 

Classe: 4^D 

COLRUN

Animaphix Young 2021, il festival delle scuole è uno dei vari progetti in ambito cinematografico, svoltosi dal 12 al 15 ottobre 2021 in streaming, che è riuscito a coinvolgere moltissime studentesse e moltissimi studenti dai 6 a 18 anni con cortometraggi di vario tipo e ben selezionati per fasce d’età ‹‹con l’intento di educare i più giovani all’immagine in movimento›› (dal catalogo di Animaphix Young 2021). 

Il cortometraggio Colrun è stato prodotto dal regista spagnolo Jorge Sarria de Vicente nel 2020 e si articola tramite un’analogia ambientata in due diverse parti del mondo. La prima scena si apre con il crollo di una miniera nella Repubblica del Congo e protagonisti sono due bambini che tentano disperatamente di mettersi in salvo. Dalla parte opposta del pianeta, probabilmente nell’occidente industrializzato, un amministratore delegato di un colosso tecnologico presenta davanti una folla devota un nuovo smartphone. Inizialmente si potrebbe non cogliere il parallelismo che collega le due scene, ma la chiave di lettura del corto risiede proprio nel suo nome; “Colrun” infatti è un gioco di parole che unisce il nome coltan e il verbo inglese run, correre. Coltan è la contrazione di columbite-tantalite, minerali da cui si estrae il tantalio, metallo raro che viene usato nell’industria della telefonia mobile. È presente principalmente in Congo, dove si trovano circa l’80% delle risorse mondiali. Per estrarlo ci vogliono profondi tunnel e numerosi bambini, uomini e donne che per la disperazione, si ritrovano a lavorare in condizioni di grande sfruttamento con una paga di pochi dollari al giorno, scavando e lavando a mano le pietre che trasporteranno per chilometri al mediatore più vicino e per venderle successivamente alle grandi imprese di High-Tech, che alimentano così lo sfruttamento delle risorse naturali e umane. Dunque i due bambini della scena iniziale scappano e corrono via dalla sete di potere e denaro delle grandi multinazionali occidentali, qui simboleggiate proprio dalle miniere, in mano a uomini senza scrupoli come quello idolatrato dalla folla nel frame finale. All’inizio del corto, quando l’amministratore delegato sta scrivendo al computer, vediamo il suo telefono sulla scrivania che inizia a vibrare, è una telefonata che lo fa andare via dalla porta con molta tranquillità; subito, come uno schiaffo, la scena del crollo della miniera, un forte tremore che pervade il suolo, i bambini che tentano la fuga. Poi l’offuscamento per la polvere presso la miniera a danno dei bambini; dall’altra parte invece, per un’entrata ad effetto dell’amministratore delegato, tanto fumo da liquido nebulizzato. È proprio nel confronto delle due realtà che si contrappongono diverse inquadrature e, in tal senso, risulta interessante una delle due iniziali. Al passo cadenzato e misurato dell’amministratore delegato verso la conferenza in cui presenterà il nuovo top di gamma dell’impresa tecnologica per cui lavora, si oppone la corsa affannosa dei due ragazzi che scappano dalla frana, nel disperato tentativo di avere salva la propria vita. Senza alcun dubbio tale contrasto è accentuato ulteriormente dall’associazione di una musica martellante alla corsa dei giovani e, dall’altra parte, del silenzio all’incedere dell’uomo. Quanto alle tecniche adoperate nella realizzazione del cortometraggio, entrando nei dettagli è bene sottolineare la limitata gamma dei colori, che si sviluppa nella scelta del marrone, blu e bianco, sfumature comprese. Il corto infatti non necessita i più disparati colori. Bastano quelli nominati precedentemente per sottolineare il familiare parallelismo tra la miniera e l’aridità della terra e, invece, l’ambiente ultra tecnologico in cui si svolge la presentazione dello smartphone, assolutamente luminoso e quasi accecante per la lucidità della sua estetica. È infine necessario indicare come uno degli elementi caratterizzanti del corto riguardi proprio il percorso che si intraprende per raggiungere il successo. Tale percorso tuttavia non tutela i mezzi con cui si cerca di soddisfare il proprio; si tratta di una denuncia nei confronti delle nuove industrie, le quali sfruttano la gente di paesi poco sviluppati. È dal continuo parallelismo tra i due tenori di vita (bambini-manager) che si evince come l’uomo della società industrializzata riesca ad avere successo a discapito della vita altrui, in modo particolare quella dei bambini. Tutto ciò serve a sensibilizzare i fruitori, poiché questa “catena” è alimentata soprattutto dai nostri acquisti-consumi dei prodotti in questione. 

Classe VD

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