2021-22 Info Magazine numero 2 Senza categoria 

La storia più importante di tutte

Intervista a Luigi Garlando sul suo libro “Per questo mi chiamo Giovanni”

Luigi Garlando, nato il 5 maggio 1962 a Milano, è un giornalista e scrittore italiano.

Nel 2004 ha pubblicato, presso la casa editrice Rizzoli, “Per questo mi chiamo Giovanni”.

Il libro narra la storia di un padre e di suo figlio Giovanni. Il padre, passando una giornata in giro per Palermo e dintorni con il figlio, ha intenzione di raccontargli la storia più importante di tutte, quella di Giovanni Falcone.

Per questo mi chiamo Giovanni” è stato uno dei primi libri che ho letto e che ho poi riletto nel corso degli anni.

Per me questo libro ha un valore affettivo e gli devo molto, perché mi ha fatto avvicinare alla lettura ed è stato il primo a rendermi consapevole dell’esistenza della mafia.

Proprio per questo ho contattato l’autore per chiedergli di effettuare un’intervista incentrata sulla sua professione di scrittore e sul libro.

Qual è stato, nella vita, il momento in cui ha capito di voler scrivere per professione?

Durante il liceo. Fino ad allora leggevo molto poco. Dopo il primo anno di liceo, mi hanno dato da leggere per le vacanze un romanzo di uno scrittore milanese che si chiamava Luigi Santucci. Il titolo del romanzo era Non sparate sui narcisi. Quel libro mi piacque tantissimo, lessi tutti i libri di quello scrittore e nacque così la passione per la lettura. Dopo aver letto molte storie, mi è venuta voglia di scrivere una storia mia.

Cosa rappresenta per lei la scrittura?
La scrittura è tante cose per me: gioco, ma anche un modo per esprimere i miei sentimenti e per comunicare con gli altri. Anzi, ho scoperto che è il gioco più bello del mondo. Allora ho orientato i miei studi in questa direzione e non a caso sono diventato giornalista e poi scrittore.

Si ricorda il primo libro che ha letto?

Pinocchio, me lo regalarono quando avevo 5 anni. 

Com’è nato Per questo mi chiamo Giovanni?”

È nato dal consiglio di una mia amica, che gestisce una libreria per ragazzi a Bologna. Mi disse: Perché non racconti ai ragazzi una storia magica? Ma senza streghe o bacchette magiche… La storia di una persona vera che abbia qualcosa di speciale da insegnare ai ragazzi.  Abbiamo chiacchierato a lungo ed è venuto fuori il nome di Giovanni Falcone.

Ha vissuto a Palermo per scrivere questo libro? Ha avuto contatti o testimonianze dirette?

Vissuto no. Sono stato a Palermo per documentarmi, per vedere tutti i luoghi che racconto nel libro e per intervistare la signora Maria Falcone, sorella di Giovanni, che mi ha raccontato molte cose e molti aneddoti sul fratello”.

Secondo lei è importante che ai bambini e ai ragazzi si parli della mafia sin da piccoli per renderli consapevoli e responsabilizzarli?

Secondo me sì, non tanto come approfondimento storico, ma come pretesto per ragionare con loro di legalità, rispetto delle regole e degli altri… Anche perché la mafia, come spiego nel libro, ha punti di contatto con un fenomeno molto più vicino ai giovani come il bullismo: la legge del più forte, il silenzio della paura… è importante parlare di bullismo per combatterlo”. 

Giovanni Falcone disse Gli uomini passano, le idee restano e continuano a camminare sulle gambe di altri uomini”. Vuole commentare questa citazione?

È quello che ho fatto scrivendo il libro che hai letto: raccontare la storia e la vita di Giovanni Falcone ai ragazzi è stato un modo per passare loro le idee del magistrato. I lettori, a loro volta, passeranno la lezione di Falcone a qualcun altro. Giovanni Falcone non è stato ucciso dalla mafia, continua a vivere in chi accetta i suoi valori e li mette in pratica ogni giorno”.

Cosa gli direbbe se lo avesse qui davanti ai suoi occhi?

Gli direi grazie per tutto quello che ha fatto e per quello che ci ha insegnato. E poi gli chiederei scusa perché quandera vivo non abbiamo capito abbastanza limportanza delle sue indagini e non labbiamo aiutato come avrebbe meritato”.

Elena Carzan,II D

Lascia un commento.