2021-22 Info Magazine numero 3 

MA PICCHI’ UN TI FAI I FATTI TUA?

“Che vuol dire farsi i fatti propri, che frase è?”.

Come si può opporre una critica rispetto ad un vecchio slogan degli anni ’70,usato dalla mafia per incutere timore ai testimoni delle proprie malefatte?

“Fatti i fatti tuoi che campi 100 anni”, cosi il professor Mimmo Aiello ,uno dei più noti prof. di filosofia della nostra scuola ,in occasione della giornata contro la Mafia, il 25 marzo ,in cavea.spiega uno dei tanti atteggiamenti tipici dell’intercalare mafioso.

Uno degli obiettivi di questa giornata era non solo ricordare i grandi personaggi che hanno dato la loro vita per indebolire la mafia o lanciare un messaggio all’opinione pubblica, ma era soprattutto quello di sensibilizzare noi giovani a cercare di allontanare il nostro pensiero da quello della mafia,imparando a distinguerne comportamenti, atteggiamenti e azioni.

Noi giovani siamo il futuro, siamo coloro che dobbiamo lottare contro l’omertà mafiosa, perché,come afferma Vito Lo Monaco, le vecchie battaglie contro la mafia sono state fatte per cercare di garantirci un futuro sereno.

Ora tocca a noi: bisogna che ognuno faccia la propria parte per far si che il cammino dei mafiosi si interrompa per sempre.

Hanno voluto raccontare la loro storia anche Aurora e Giovanni Busetta, la nipote ed il figlio di Pietro Busetta, vittima della mafia, ucciso il 7 dicembre 1984.

La nipote Aurora ha condiviso con noi una poesia scritta insieme a suo padre, in cui ripercorre il momento della morte di Pietro Busetta, con gli occhi di suo figlio Giovanni.

Nella poesia si alternano espressioni cupe, come “sono passati 32 anni da quando ti vidi disteso a terra in una pozza di sangue”, a periodi commoventi come “la mia più grande rivincita è stata il fatto che i mafiosi non ti abbiano fatto morire una seconda volta”,perchè secondo lui la “seconda morte” del padre non avverrà mai finché noi ci ricorderemo sempre di lui;

Inoltre Giovanni Busetta racconta di come abbia continuato l’attività di suo padre, nonostante l’esperienza vissuta, nonostante la gente gli dicesse di andarsene da Bagheria per evitare la sua stessa sorte , lui é rimasto, e dà questo come esempio a noi giovani, perché secondo lui noi non dovremmo andare via da Bagheria, perché non é più il comune della mafia, Bagheria é il comune dell’arte e delle ville, e noi ne dobbiamo andare fieri.

Ovviamente non può mancare in questa giornata il riferimento anche a Peppino Impastato, l’attivista anti-mafia e fondatore di Radio Aut, al quale é stata dedicata dai Modena City Ramblers la canzone “i 100 passi”.

Degno di nota é anche il monologo a fine spettacolo, dove si parla ironicamente di come in realta la Sicilia voglia la mafia, e che di Peppino non ci importi niente.

Siamo sicuri che questa giornata sia stata di grande insegnamento per tutti gli alunni del liceo Scaduto,di certo è stata ricca di grandi emozioni.

Ivan Alioto 1 AL

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