2021-22 Magazine numero 3 Senza categoria 

Il Dialogo dell’Anima – Barbara Sirtoli

Barbara Sirtoli, una donna dalla giovane ambizione artistica, ha donato al pubblico l’opportunità di osservare le proprie opere cartacee per mezzo di una mostra chiamata “Il Dialogo dell’Anima” aperta tutt’ora presso Villa Butera a Bagheria, in provincia di Palermo.
Ma chi è Barbara Sirtoli?
Barbara Sirtoli nasce a Palermo nel 1969. La sua arte passa con estrema naturalezza dall’iperrealismo al fantasy. Ama spaziare tra le varie tecniche quali carboncino, grafite, acquerello, china e acrilico su tela.
Nel 1998 è stata selezionata dall’associazione Teatrìo di Venezia tra i 100 migliori illustratori italiani.
Allieva dei pittori Tino Signorini e Zina Ansaloni, dopo il diploma presso il I Liceo Artistico di Palermo ha frequentato corsi regionali di grafica, illustrazione e fumetto.
Nel 1994 inizia la lunga collaborazione con la casa editrice Armenia e lo scrittore esoterico Jean de Blanchefort (pseudonimo di Dario Spada). Per loro realizza vari libri fra cui “Le creature del Piccolo Popolo”.
Durante il lockdown si dedica alla passione per i ritratti, dove con estremo realismo riesce a far emergere l’anima del soggetto; nasce così la mostra “Il Dialogo dell’Anima”.
Ma andiamo a conoscere la pittrice più da vicino!
Nel corso della visita siamo riuscite ad accostarci all’artista riuscendo a farle qualche domanda.

Cosa l’ha spinta a dare inizio alla sua carriera da pittrice?

La passione, perché quest’ultima è nata con me: fin da bambina ho sempre avuto la predisposizione di riuscire a ritrarre qualcosa o qualcuno con semplicità. I miei riferimenti sono stati gli anime degli anni ’70 come Goldrake, Candy Candy o Lady Oscar: sono cresciuta con loro! Disegnandoli, mi sono avvicinata sempre di più a quel che adesso è il mio presente.

I suoi familiari l’hanno incoraggiata a percorrere questa strada?

Assolutamente sì, era ben chiaro che quello fosse il mio destino. Nonostante la scarsa fama del liceo artistico di quel tempo i miei genitori mi hanno incoraggiata!

Ricorda una persona fondamentale che l’ha seguita durante il suo percorso?

Ricordo i miei professori fra cui Tino Signorini, un pittore siciliano molto quotato e anche Zina Ansaloni, moglie di un famoso artista ovvero Totò Bonanno, anch’egli siciliano. Mi hanno spinta a proseguire la mia strada perché vedevano in me la giusta ambizione e la voglia di continuare a camminare sul mio sentiero.

Come ha mostrato inizialmente le sue opere al pubblico?

Ho iniziato a rendere pubbliche le mie opere sui social: una decina di anni fa ho aperto una pagina Facebook ove ho iniziato a divulgare le mie prime opere.

Che genere di rapporto possiede con i suoi fan?

Ultimamente sui social possiedo numerosi fan che non si limitano solo a seguirmi con amore ma riescono a sostenere la mia passione. Sono dell’idea che quando possiedi qualcuno vicino che ti dona il coraggio di progredire sei capace di qualsiasi cosa! In questi due anni ho sofferto parecchio la solitudine e, di conseguenza, mi sono dedicata maggiormente al disegno; avere i social a disposizione mi ha permesso di avere un contatto con il mondo.

Come sceglie i modelli da realizzare?

Ottima domanda! Prima di tutto devono emozionarmi. La maggior parte di loro sono soggetti del web come, ad esempio, le modelle. Ciò che è realmente importante è il soggetto delle fotografie: il mio obiettivo è quello di trasmettere agli altri ciò che in quel momento sono riuscita a percepire osservando il viso dei modelli. Non a caso, infatti, la mostra si intitola “Il Dialogo dell’Anima”: ciò che viene apprezzato è la mia capacità di riuscire a dare vita agli occhi dei protagonisti, descrivendone l’anima. Dunque, il mio desiderio è far dialogare le opere con chi le osserva.

Ha mai instaurato un contatto con i soggetti che ha disegnato?

Sì, con una bimba che si chiama Ivory, una giovane modella dai capelli biondi. La prima volta che l’ho disegnata sono riuscita a taggare il suo profilo, gestito dalla madre, data la giovinezza della fotomodella: entrambe sono “impazzite” una volta osservato il disegno che avevo realizzato e mi hanno creditata facendomi anche numerosi complimenti.

Cosa ne pensa, invece, della collaborazione con Dario Spada?

La mia prima collaborazione con lui è stata l’illustrazione del libro “Le creature del Piccolo Popolo”. Avevo circa 19 anni e, dopo aver letto alcune sue opere, decisi di scrivergli una lettera complimentandomi per la sua bravura nel narrare le vicende; però gli feci un appunto sulle illustrazioni, dicendogli che lasciavano un po’ desiderare! A tal proposito, un consiglio che do a voi giovani è quello di buttarvi: è uno dei modi per aprire nuove strade. Ricevetti una sua risposta e da quel momento iniziammo a collaborare anche grazie a una grande casa editrice, Armenia.

Perché la sua arte oscilla fra realtà e fantasy?

Perché dentro di me regnano due grandi passioni: da una parte, la necessità di stare nella realtà, dall’altra il bisogno di credere nei sogni. Mi piace pensare che questi due termini siano tanto contrapposti quanto miei.

Veronica Nuccio e Rita Riggi, III-BU

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