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MAESTRALE ALLO SCADUTO

NICO BONOMOLO VIENE AL LICEO CLASSICO

intervista al vincitore del David di Donatello per il miglior cortometraggio

La mattina del 5 maggio, il Liceo Classico Francesco Scaduto ha avuto l’onore e il piacere di ospitare Nico Bonomolo, regista e sceneggiatore bagherese, recente vincitore del premio David di Donatello per il miglior cortometraggio. In particolare, noi della redazione di Hermes abbiamo avuto la possibilità di porgli alcune domande.

Quando è nata la sua passione per il mondo del cinema?

La passione è nata molto presto, quando ero ancora uno studente del liceo scientifico. A Bagheria c’è sempre stato un ottimo cineclub, straordinario, che ci faceva vedere tutti quei film che non arrivavano nei cinema; inoltre, il mondo della cinematografia mi ha sempre incuriosito. La passione, perciò, l’ho sempre avuta e con il tempo sono riuscito anche a praticarla. 

Nico in Cavea

Ricorda figure importanti nel suo percorso di crescita cinematografico?

Sono ancora in contatto con il professore Mimmo Aiello, che è una delle poche memorie storiche del cinema praticato a Bagheria. Per me è davvero un punto di riferimento.

I suoi familiari hanno accolto con piacere la sua passione legata al mondo cinematografico?

Mio padre sì, mi ha insegnato a lavorare sodo, mentre mia madre ha sempre insistito perché provassi anche a fare l’avvocato, avendo io una laurea in giurisprudenza. Lei diceva sempre: “Paolo Conte l’ha continuato a fare!”. Io, invece, penso che non si possa fare tutto bene, e quindi ho deciso di guadagnare molto meno rispetto a un avvocato assecondando le mie passioni e facendo delle rinunce. Inoltre, come si soul dire “non ho messo su famiglia”, però penso ne sia valsa un po’ la pena. Poi, mia madre si è ricreduta.

Circondato dalle nostre reporter e incalzato dalle domande di Giulia (on line su whattsapp)

Come si sente ad aver vinto il David di Donatello? È soddisfatto di aver raggiunto questo traguardo?

Assolutamente sì! È stato un premio inaspettato avendo io già ottenuto una candidatura al David nel 2018 con “Confino”, un cortometraggio dalla storia ben definita, che a mio parere sarebbe stato più meritevole di “Maestrale”, un piccolo film più intimista.

Ho avuto anche il grandissimo piacere di incontrare uno dei giurati cortometraggi, che mi ha riferito io abbia vinto grazie ad un giudizio unanime.

Nico e Veronica

Che consiglio darebbe a coloro che vogliono cimentarsi nel mondo del cinema?

Credo che esistano diverse strade, ad esempio: iscriversi ad una scuola specializzata o semplicemente iniziare facendo uso del proprio smartphone. 

Io, ad esempio, dopo essermi laureato non mi sono dedicato subito al cinema, bensì alla grafica e all’illustrazione. Quindi, ho preferito disegnare film d’animazione sia perché volevo assecondare la mia passione, sia perché non sapevo e non avevo la possibilità di dirigere una squadra di attori.

Nico e Rita

L’unico consiglio che mi sento di dare è quello di perseverare. 

La maggior parte delle persone, quando possiedono un’idea della loro carriera futura, alla fine la abbandonano siccome si arrendono dinanzi alla grande quantità di lavoro; quando, invece, non si ha paura di questi sacrifici e si affrontano, gli sforzi prima o poi vengono ripagati.

I tempi odierni mancano di umiltà e temono il lavoro; secondo me, il talento va coltivato, perché posso imparare a guidare e farlo ma il punto è: dove sto andando? Quale strada prendo?

La realizzazione di cortometraggi l’ha aiutata a crescere da un punto di vista personale?

Nel mio caso fare cortometraggi significa chiudersi in casa per dedicarmi a una storia, estraniandomi dalla mia vita ordinaria. Ad esempio, per realizzare “Confino” mi sono isolato per nove mesi, sino ad iniziare a provare malessere psicologico: sei totalmente immerso da imparare a conoscere i tuoi limiti, le tue paure, ma anche i tuoi punti di forza.  

Rita,Nico,Veronica,Myriam e la prof.Scardina

Giulia Catania, Myriam Cinà 1B e Rita Riggi, Veronica Nuccio 3BU

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