Recensione sul film di Pupi Avati

Se vi chiedessero chi è Dante, sicuramente rispondereste che è stato uno dei più grandi scrittori della storia italiana. Nel film “Dante” di Pupi Avati il regista ci presenta la figura del poeta da un altro punto di vista: il suo lato umano.

La narrazione è divisa in due storie diverse ma, al contempo, intrecciate.

Il film inizia, infatti, con le vicende del poeta Giovanni Boccaccio, incaricato dal tribunale di portare una somma di denaro alla figlia di Dante Alighieri, come risarcimento per l’esilio che ingiustamente fu imposto a quest’ultimo. Il poeta intraprende il viaggio verso il convento della figlia di Dante.

È qui che si apre il secondo filone della storia: la narrazione della vita del Sommo Poeta, a partire dal momento in cui la madre muore e il padre si risposa. Ciò che cambia radicalmente Dante sarà l’amore per Beatrice, nutrito da dolci sguardi e interminabili silenzi. Tuttavia, la ragazza finirà per sposarsi con un altro uomo. Dante sprofonda in una tristezza infinita, ma comincia a comporre le sue prime opere. Una di queste, “Tanto gentile e tanto onesta pare”, è recitata da Dante e Beatrice proprio il giorno del matrimonio di quest’ultima. Poco dopo, la morte della sua amata, a causa della malaria, provoca ulteriore dolore al cuore del poeta. I genitori cercano di rincuorarlo e gli organizzano un matrimonio combinato con una donna, dalla quale ebbe quattro figli. La sua vita continua tra cariche politiche e composizioni poetiche.

Si arriva, così, alla fine delle due narrazioni del film: la morte di Dante e l’arrivo di Boccaccio al convento.

Contro ogni aspettativa questo film é stato molto apprezzato da noi studenti e ci ha fatto apprezzare ancora di più la magia del cinema.

Giulia Catania ed Elisea Piraino 2B

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