In questi anni di assoluto predominio della cultura visuale, in cui le immagini sui social media passano ad una velocità impossibile da pensare fino a pochi anni fa, in che modo delle vecchie fotografie possono ricostruire la memoria della nostra città?

Domenica 26 Marzo, a villa Cattolica, si è svolta la presentazione del libro e l’inaugurazione della mostra fotografica “Mimmo Pintacuda, il testimone discreto – La storia del vero Alfredo di Nuovo Cinema Paradiso”.

Paolo Pintacuda, figlio di Mimmo e autore del libro e della mostra, insieme con il giornalista Roberto Tedesco ed il Maestro Giuseppe Tornatore, ha ricordato la figura del padre, quale appassionato fotografo ed attento proiezionista.

Parola chiave dell’incontro di domenica è stata “memoria”. La memoria di un uomo il quale, attraverso i suoi scatti, è stato capace di cogliere l’essenza di un soggetto, di un gesto, di una situazione e che con la sua arte ha contribuito ad immortalare momenti cui ormai non è più possibile assistere nella città di Bagheria (ne sono un esempio le fotografie “Pittore di carretti” del 1962 ed “Estratto” del 1982).

Da aneddoti personali e racconti inediti è venuta fuori l’immagine di un uomo dotato di ingegno e creatività, capace di inventare e costruire da sé gli oggetti necessari per svolgere il suo mestiere. Questo avveniva, racconta Tornatore, non soltanto per via del costo eccessivamente alto di quegli oggetti, ma anche perché Pintacuda era convinto di poterne realizzare di migliori rispetto a quelli reperibili in commercio.

Pintacuda, la cui fotografia ha avuto modo di dialogare con alcuni tra i maggiori intellettuali bagheresi del secolo scorso, primi tra tutti Ignazio Buttitta e Renato Guttuso, coltivava la propria passione eseguendo quello che il curatore della mostra ed il regista di Baarìa hanno definito «pedinamento zavattiniano del soggetto»: faceva in modo di immortalare una situazione evitando che i protagonisti si accorgessero di essere fotografati. Ed ogni negativo gli suggeriva le mille storie che potevano nascondersi dietro alle persone ritratte.

«La disciplina di proiezionista e quella di fotografo» dice Tornatore «si specchiavano l’una con l’altra ed entrambe concorrevano ad arricchire la sua attitudine di uomo attento al reale e sensibile al fantastico».

La mostra “Mimmo Pintacuda, il testimone discreto – La storia del vero Alfredo di Nuovo Cinema Paradiso” è visibile dal martedì alla domenica dalle ore 9.00 alle ore 18.00 fino al 30 Giugno 2023. Invitiamo tutti i nostri lettori a visitarla, per fare un salto nel passato e celebrare la memoria di un uomo le cui immagini sono testimonianza di passione ed impegno civile.

Beatrice Brancato IV A

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *