2021-22 numero zero Villabate 

25 Novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Il 25 dicembre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, abbiamo partecipato a un incontro che si è tenuto presso la biblioteca comunale di Villabate. Il nostro contributo è consistito nella stesura e lettura espressiva a più voci di un monologo, nella composizione e lettura espressiva di una poesia, nella realizzazione di un cartellone e nella realizzazione di coccardine a forma di margherite rosse, che abbiamo realizzato insieme ai nostri compagni speciali. 

“Possiamo cambiare il corso degli eventi, se STIAMO ATTENTE”. Monologo della Classe I AUV

Mi chiamo Marina e ho trent’anni…o, almeno credo…e ho smesso di amare e di fidarmi degli uomini. Magari vi sembrerà esagerato, ma appena sentirete la mia storia, forse riuscirete a capire perché…

Ero uscita da scuola e come quasi tutti i giorni tornavo a casa con il mio scooter. Però, quel giorno, quando conobbi Alessio, non partiva. In fondo alla strada c’era un gruppo di ragazzi, tra cui lui, che si avvicinò a me chiedendomi se avessi bisogno d’aiuto. Io, presa dall’ansia di rimanere a piedi, risposi di sì. Lui mi aiutò. Mentre lavorava, mi accorsi che era un bellissimo ragazzo: aveva un fisico palestrato, i capelli neri, gli occhi scuri ed era anche molto simpatico. Dopo avermi riparato lo scooter, gli chiesi come potessi ricambiare il favore e lui rispose che anche una semplice uscita poteva andare bene. All’inizio non ero molto entusiasta di uscire con uno sconosciuto; ma gli dovevo un favore. Mi ricredetti in fretta: con Alessio mi trovai subito a mio agio. Parlammo molto e decidemmo di vederci ancora.

A fine serata me ne stavo andando e, inaspettatamente…mi afferrò per il braccio, mi tirò a sé… e mi baciò. Certo, non mi aspettavo tanta irruenza, non mi aspettavo che…praticamente…mi… mi …beh…sì…mi STRATTONASSE…, ma…non lo trovai del tutto strano…, lo giustificai, in effetti me ne stavo andando….E poi… era il mio primo bacio e per me fu molto emozionante! Mi accorsi di provare qualcosa.

Passarono i giorni e i miei sentimenti per Alessio aumentavano e speravo che fosse lo stesso anche per lui. Fino a quando, un giorno, lo trovai fuori all’uscita della scuola con un bellissimo mazzo di rose rosse in mano. E da quel giorno cominciò la nostra storia.

Nei primi mesi era la storia che desideravo fin da bambina e speravo che lui sarebbe stato l’uomo che avrei sposato.

Trascorsero alcuni anni e, in effetti, io e Alessio ci sposammo. Dopo il matrimonio iniziai a vedere dei cambiamenti: era freddo e nei miei confronti era diventato possessivo. Ad esempio, ogni volta che squillava il telefono, mi chiedeva chi fosse e mi faceva tante domande. Troppe domande. Avrei dovuto darvi più peso. Ma non lo feci.

Io iniziai a parlare di bambini e ogni volta che prendevo l’argomento, lui reagiva male. Se all’inizio alzava solo la voce, poi cominciò ad alzarmi anche le mani: uno schiaffo, uno spintone, un calcio. E alla fine, avevo un occhio nero o il viso tumefatto o lividi nel corpo…A mia madre, a mia sorella e alle mie amiche non dissi mai niente. Avevo paura. Ed ebbi ancora più paura quando rimasi incinta.

Affrontai la paura della sua possibile reazione e glielo comunicai (chiude gli occhi, espressione triste, abbassa la testa)…  ma pensavo che con la nascita del bambino sarebbe cambiato in meglio. 

Il cambiamento non avvenne, anzi!….Più passavano gli anni, più peggiorava il suo comportamento . Speravo che mio figlio non vedesse nulla di queste scene, ma, in fondo, sapevo che non era così…Infatti, Matteo mi chiedeva spesso che cosa stesse succedendo, ma io gli rispondevo “stiamo giocando”, “non c’è da preoccuparsi”… Poi Matteo cominciò ad accorgersi anche dei lividi e mi chiese spiegazioni anche di quelli, e io inventavo che ero caduta…che avevo sbattuto…

(tono tetro, meccanico) E’ arrivato il giorno della mia morte.

Me lo sento che qualcosa non va.

E’ sera, ho già preparato la cena e lui sta riposando. Mio figlio è da mia madre a dormire.

Lo sveglio e lui si alza agitato. Mi dà uno schiaffo. Ma poi mi chiede scusa e promette di non farlo più. Sospetto, con terrore, che mi dica queste cose perché sa che è arrivato il momento della mia morte. Si fa perdonare preparandomi un bagno caldo. Non aveva mai fatto un gesto del genere. (Sguardo perso nel vuoto, tono meccanico) Perché, nonostante la mia sensazione, mi ostino a non voler capire che cosa sta succedendo ????…. 

(Il tono diventa sempre più meccanico. L’orrore si esprime con parole spezzate…). Dentro  la vasca  c’è  l’acido. E io lo scopro solo una volta entrata. 

E io stupida che ci ho creduto fino all’ultimo in questo amore folle!!!…

Sono le 7:00. Suona la sveglia, sento la mamma che chiama:”Roksana, sbrigati, farai tardi a scuola!”

La scuola?…Io…sono viva??!! Ho ancora quindici anni e ho ancora la possibilità di dire NO!, di pronunciare con vigore i miei NO!

Un fiore va raccolto con delicatezza, per godere della sua bellezza e del suo profumo. Una ragazza va avvicinata con delicatezza, con garbo, con gentilezza per essere baciata dal ragazzo che la ama. Quel gesto irruento, quello strattonamento, forse giustificabile, può non significare nulla, ma può, al contrario, significare TANTO.

STIAMO ATTENTE!!!

POESIA 

I tuoi passi

La mia mano nella tua

I miei segreti svelati a te

I nostri sguardi incrociati

E tu che mi rubavi il fiato.

La tua manomarchiata su di me

I tuoi rimproveri rimbombanti nella mia mente

Il tuo sguardo ogni giorno incomprensibile

E io che gocciolavo sangue

I tuoi passi pesanti

Il tuo piacere per il dolore

I miei dubbi sul futuro

E i miei sogni sul sorriso

Aurora Stropoli

Roksana Biagi

1^ AUV

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