PCTO di monitoraggio civico alla scoperta di un incantevole museo della città

Il 23 febbraio noi della classe IV A ci siamo recati al Museo del Giocattolo e delle Cere Pietro Piraino per approfondire la propria attività di monitoraggio civico sul progetto di Opencoesione “Restauro della Certosa di Palazzo Butera”. Ma cosa è il Museo del giocattolo? È un luogo incantato, nato nel 1994 per volontà del maestro Pietro Piraino che, dopo anni di ricerche e di lavoro, ha creato con le sole sue forze l’associazione allo scopo di educare i bambini all’interculturalità e alla conoscenza delle tradizioni. Il Museo si occupa della ricerca, del restauro, della catalogazione e della conservazione di giocattoli antichi; è patrocinato dall’Unicef e del ministero della pubblica istruzione; ha sito nella Certosa di palazzo Butera, fatta costruire nel XIX sec. dal principe Branciforti di Butera per poter ospitare i molti importanti personaggi che si recavano a Bagheria a fargli visita. Il PCTO “ASOC A Scuola di Open Coesione” ci ha permesso di scoprire a fondo la sua storia e di conoscere le problematiche che, nel corso degli anni, si sono venute a creare. ASOC è un percorso didattico che verte a promuovere e sviluppare nelle scuole italiane principi di cittadinanza attiva, attraverso ricerca e monitoraggio civico dei finanziamenti pubblici europei e nazionali. Lo scopo del nostro lavoro è quello di mettere in luce le problematiche relative al progetto per contribuire a migliorarne gli esiti. Abbiamo scelto di occuparci del restauro della Certosa di Palazzo Butera, perché tutti almeno una volta, in quanto bambini cresciuti a Bagheria, siamo entrati nel magico mondo dei giocattoli del signor Piraino.

Intervista a Pietro Piraino

Facendo le nostre ricerche, tuttavia, abbiamo notato che in realtà la magia che tutti ricordavamo si era spenta quasi del tutto, a causa degli innumerevoli problemi sottovalutati sia dai cittadini stessi che dal Comune, che ha l’obbligo di fornire aiuti all’associazione. Le nostre ricerche iniziali avevano rivelato delle incongruenze: nonostante lavori di restauro si fossero conclusi nel 2013 e si aveva notizia di un’inaugurazione avvenuta il 30/03/2014, il progetto risultava ancora in corso e la Certosa risultava chiusa per via di un’interruzione dei lavori. L’alone di mistero che celava le condizioni di restauro si è man mano dipanato grazie alle risposte del direttore del Museo. La storia del museo parte dalla storia singolare del signor Piraino stesso, il quale dopo alcune vicissitudini familiari dovette mettere da parte i suoi giocattoli che tanto amava, per aiutare la sua famiglia; con i soldi che guadagnava comprava giocattoli rotti e malconci che amava riparare, arrivando a formare una meravigliosa collezione.

Teca con alcuni piccoli tesori del Museo

Decise di recarsi a Parigi a causa della situazione post-bellica per studiare, continuando a lavorare in un museo delle cere, imparando l’arte della ceroplastica. La sua collezione di giocattoli non rimase confinata tra le mura della sua casa; la sovrintendenza delle Belle Arti lo esortò a non tenerla per sé in quanto patrimonio inestimabile, ma esporla in un museo all’interno della Certosa, il cui restauro era stato finanziato da fondi europei. I finanziamenti sono il più grande problema che ogni giorno mina la sopravvivenza del museo; l’unica fonte di denaro del signor Piraino sono esclusivamente i visitatori; da questa fonte la metà deve essere versata al comune; da questa fonte la metà deve essere versata al comune il quale deve garantire le spese necessarie, come acqua, luce, pulizie, telefono e manutenzione, tuttavia da 25 anni ormai il signor Piraino si ritrova costretto a finanziare il museo di tasca propria, il che non è per niente semplice ancor di più a causa dell’emergenza Covid. Il signor Piraino alla veneranda età di 80 anni ha una forza invidiabile che deve servire da ispirazione. Lui e sua figlia si spendono moltissimo per portare avanti questa attività al quale lui tiene particolarmente, sia perché è frutto di una vita di sforzi e rappresenta tutta la sua storia che merita di essere raccontata, sia perché ritiene che sia indispensabile far conoscere alle generazioni future “gli strumenti di lavoro del bambino” con la consapevolezza che non si può conoscere il futuro se non si scava nel passato.

Una pista

Il signor Piraino ha lottato e lotta tuttora e, sebbene vi siano stati numerosi momenti di sconforto in cui ha spesso pensato di non farcela, è sempre riuscito ad andare avanti a testa alta, portando con sé l’insegnamento più importante della sua vita e cioè “non mollare di fronte a nulla”. Il nostro lavoro è sicuramente una goccia in un oceano, ma nonostante ciò tenteremo di far conoscere il più possibile gli sforzi del signor Piraino affinché possano essere riconosciuti e ricompensati.

Elena Di Chiara IV A

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