“La cuntintizza ha a che fare con la pace ma include anche una vaga, seducente inquietudine, uno sfrigolio che vuole restare lì chiuso dov’è […]”: sono queste le prime parole dell’ultimo, affascinante libro della scrittrice e avvocatessa palermitana Simonetta Agnello Hornby la quale per la prima volta ci parla, assieme alla nipote Costanza Gravina, di un’emozione che molto spesso, nella vita dell’uomo, viene sottovalutato: stiamo parlando della “cuntintizza”. Ma da dove nasce questo sentimento, come si manifesta e soprattutto, come facciamo a riconoscerlo? Alcune classi del Liceo Classico F. Scaduto hanno avuto l’enorme privilegio di incontrare le due autrici in presenza, a Palermo, grazie ad un incontro organizzato dal Lyons Club di Palermo.

Ma andiamo a vedere meglio come si è svolto il convegno: la mattina del 12 gennaio, gli studenti si sono recati alle 9.00 del mattino ai Cantieri Culturali della Zisa, entusiasti e soprattutto curiosi di incontrare per la prima volta le due ideatrici del libro. I ragazzi hanno potuto capire con più esattezza l’argomento principale dell’ultimo testo della Hornby, ma hanno anche scoperto numerosi “retroscena” della sua vita e di quella di sua nipote (ma soprattutto sua grande amica): si è infatti discusso delle loro tradizioni di famiglia, di quanto a Costanza piacesse lavorare la pasta frolla o tagliare le verdure appena raccolte nell’orto, oppure di quanto Simonetta si divertisse con suo padre, con il quale giocava spesso a tavola.

Alla fine della prima parte dell’evento, alcuni studenti hanno anche avuto l’ opportunità di porre delle domande alle due autrici: da queste ultime è emerso che scrivere questo libro insieme, zia e nipote, è stata un’esperienza tanto stimolante quanto complicata: le due scrittrici, così diverse eppure così uguali, hanno infatti ammesso che raggruppare le loro idee per poi produrre il libro “La cuntintizza” è stata “un’esperienza stimolante e un grande onore” (parole di Costanza Gravina) ma allo stesso tempo non si è rivelata un’impresa facile. Allo stesso modo, hanno anche detto che è stato particolarmente interessante scrivere delle loro abitudini, dei loro piaceri familiari o, più semplicemente, delle azioni che suscitano nei loro animi la cosiddetta “cuntintizza”.

Questo incontro ci ha fatto riflettere molto e abbiamo capito che la “cuntintizza” la si trova anche nelle piccole cose come un abbraccio, una carezza… e proprio per questo vi invitiamo a riflettere su qual è stata la vostra cuntintizza migliore di questa settimana.

Giulia Catania e Caterina Buttitta 2B

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