Cosa si intende per letteratura sperimentale?

La letteratura sperimentale comprende tutte quelle opere che sfruttano particolari tecniche di scrittura considerate non convenzionali. 

Il primo testo riconducibile a questa categoria è “Vita e Opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo” dell’autore Laurence Sterne e pubblicato nel 1759, in cui viene impiegata una pagina interamente nera per rappresentare la tristezza successiva alla morte di un personaggio. Si tratta, tuttavia, di un “esperimento stilistico isolato.”

L’eccezione diventò regola solamente nel corso del Novecento: nel 1960 venne fondata la OuLiPo, il “Laboratorio della letteratura sperimentale”, che riunì grandi personalità della letteratura moderna quali Georges Perec e Italo Calvino. 

Ma quali sono, oggi, i libri che costituiscono i più recenti esempi di letteratura sperimentale?

Possiamo citare, innanzitutto, “4 3 2 1” di Paul Auster e “Storia di due Anime” di Alex Landragin, che possono essere letti in due ordini diversi. Questa caratteristica offre al lettore un’esperienza unica: la possibilità di leggere questi libri due volte sperimentando ogni volta una trama diversa. 

Ma l’esempio cardine di questo particolare tipo di narrativa è “La Nave di Teseo”, un romanzo che è il risultato della collaborazione tra il produttore cinematografico J.J Ambrams e lo scrittore Doug Dorst. 

Immaginate, per un momento, che “La nave di Teseo” sia un classico della letteratura -conosciuto al pari del “Decameron” di Boccaccio o di “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen- e che il suo autore fittizio, V. M. Straka, sia in realtà uno scrittore di fama mondiale, la cui identità e storia sono però avvolte da un alone di mistero. Figuratevi poi questo volume impolverato, nel reparto “classici” di una biblioteca universitaria. Leggendolo, la storia principale non sarà l’unica di cui verrete a conoscenza. Vi sono, infatti, ai margini, innumerevoli annotazioni di due ragazzi, studiosi di Straka, che si conoscono attraverso le pagine di questo libro. Si assiste allo sviluppo di questa storia d’amore, che vive tra le pagine ingiallite di questo romanzo. 

Oltre, poi, alle annotazioni, sono presenti cartoline, pagine di giornale, fotografie e addirittura un tovagliolo ripiegato con delle scritte: annotazioni sulla possibile identità di Straka. 

“La nave di Teseo” è un volume meta-narrativo, si tratta di un romanzo dentro a un romanzo. È stato definito, dai suoi stessi autori, un “esperimento letterario”. 

È un esperimento ben riuscito? Secondo quali criteri valutare “La nave di Teseo”?

Considero “La nave di Teseo” un esperimento riuscito solo in parte, nonostante la genialità della struttura. Il problema di questo volume risiede, a parer mio, nell’eccessiva pesantezza della scrittura, ripetitiva e a tratti ridondante. Questo aspetto emerge, ad esempio, quando, circa a metà del romanzo, viene descritta una stessa scena tre volte, spostando la focalizzazione su tre personaggi differenti. Si tratta di un buon potenziale espediente narrativo ma che, a causa dell’enorme mole di dettagli fornita con ogni punto di vista, risulta eccessivamente pleonastico.

Tuttavia, sono dell’opinione che questo romanzo debba essere considerato nella sua interezza, è importante specificare il fatto che non si tratti solamente di un’opera letteraria, ma di un’opera d’arte a tutti gli effetti. 

Leggere la “Nave di Teseo” regala un’esperienza unica di lettura e che al tempo stesso va al di la di essa, in quanto è in grado di superare quei limiti che la sola scrittura impone. 

Quando, ad esempio, verso la fine del romanzo, viene svelata l’identità di Straka, ciò avviene in maniera atipica. Non è infatti un personaggio della storia a parlarne. Al lettore viene fornita, nascosta tra le pagine, una copia di un fittizio verbale di una stazione di polizia, in cui viene svelata, finalmente, l’identità dello scrittore. 

Il lettore è quindi parte integrante della storia, un lettore-personaggio.

È inoltre il lettore a determinare e delineare la sua esperienza di lettura, potendo decidere in che ordine leggere il romanzo. Viene offerta la possibilità di scegliere se limitarsi a leggere, in un primo momento, il romanzo di Straka e solo in un secondo momento le annotazioni e gli altri elementi; oppure può decidere di immergersi sin da subito in una lettura totalizzante, leggendo sia il romanzo in sé che le annotazioni e gli elementi. 

Viene quindi stravolta la linearità della lettura convenzionale. 

È come se, leggendo “La Nave di Teseo”, il lettore si renda partecipe di quella storia e dimentichi, quasi completamente, quello che gli sta attorno. Mi viene in mente, a questo proposito, una frase tratta dal romanzo “Se una notte d’inverno un viaggiatore” di Italo Calvino: “lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell’ indistinto.” Questa frase, per me, è l’essenza di questo libro, che trasporta il lettore in una dimensione trascendentale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *