Perché dopo più di 100 anni il film di Charlie Chaplin “THE KID” rappresenta ancora oggi un punto di riferimento per la cinematografia mondiale?

The Kid, è un film del 1921, diretto e sceneggiato dall’attore, regista e produttore cinematografico Charlie Chaplin. Il protagonista del lungometraggio, Charlot (nome dato solo nella versione europea) ha ispirato e continua ad ispirare attori di tutto il mondo grazie alla commedia “Slapstick”, genere che si basa molto sulla fisicità, con movimenti esagerati che rasentano il surreale per effetto comico: cadute, scontri, inseguimenti… nessuno si fa male insomma. Ha avuto il suo massimo splendore nell’era del muto. Questa comicità ha ispirato personaggi come Monsieur Hulot o Mr.Bean. Infatti il personaggio del vagabondo maldestro e disagiato ma di buon cuore e che si sforza di comportarsi con la dignità di un gentiluomo, nonostante la sua povertà, risulta un modello di vita che, oltre a permettere alle persone di rispecchiarvisi, rappresenta la testimonianza della potenza dell’umorismo e della capacità del cinema di intrattenere le persone.

Il film racconta la povertà, l’abbandono e le condizioni di vita in cui vivevano molte persone all’inizio del 1900, condizioni in cui molti vivono ancora oggi. The Kid riesce a trasmettere la bellezza di un amore puro e genuino, quello tra un genitore e un figlio, non necessariamente uniti da un legame di sangue, sottolineando il vero significato della genitorialità.

Ma cos’è questa genitorialità? Quando una persona diventa genitore? Si può scegliere di diventare genitore nonostante non se ne abbiano le capacità e si può non essere mai stati sfiorati dall’idea avere dei figli e ritrovarsi a fare il genitore, rimanendo sorpreso delle proprie capacità. Non esistono corsi per diventare un bravo genitore: la vita, con la sua complessità, ci espone sempre al rischio e all’imprevisto. L’mprevisto di prendersi cura di un essere umano totalmente esposto al bisogno. In definitiva il monello di Chaplin è un film che non ha perso la propria identità e che desta ancora oggi vivo interesse negli uomini. 

Nel lungometraggio coesistono quindi risate e lacrime, per un effetto finale attraverso cui il pubblico riesce, senza annoiarsi, a immedesimarsi in quel semplice ed umile personaggio la cui vita è stravolta dalla scelta genitoriale. Il film ha avuto un ruolo di portata rivoluzionaria: nel primo dopoguerra ha commuoveremilioni di spettaori segnati dal dramma della Prima Guerra Mondiale. Migliaia furono i bambini rimasti senza genitori, come il piccolo orfanello, interpretato da Jackie Coogan, che offrirà il modello per un’intera generazione di attori bambini. 

Uno dei fili conduttori del film, oltre l’amore disinteressato e puro, è il tema del destino, che sarà sempre il protagonista delle nostre vite e che sceglierà per noi. Questa scelta non deve necessariamente essere consapevole; il destino infatti può aiutarci anche in situazioni nelle quali non avremmo mai creduto di aver bisogno di aiuto. Questo è proprio ciò che è successo alla giovane mamma, che involontariamente e senza prevederlo ha incontrato suo figlio qualche anno dopo averlo abbandonato ed essersi però pentita di averlo fatto. L’importanza del film infatti ha fatto sì che nel 2011 venisse scelto per essere conservato al National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, tra i film ritenuti “culturalmente, storicamente o esteticamente significativi”.

Marta Abbattista

Giuseppe Gargano

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