”C’è ancora domani”, film diretto e interpretato da Paola Cortellesi, uscito il 26 ottobre 2023, è ambientato nel secondo dopoguerra.

Al centro la storia di una famiglia romana e, in particolare, di Delia, la madre, interpretata da Paola Cortellesi, moglie del violento e irascibile Ivano, e dei loro tre figli, tra cui l’adolescente Marcella.

Delia si fa in quattro per sostenere la famiglia, cucendo, montando ombrelli e facendo da infermiera al suocero e ad altri del quartiere, per qualche lira.  Ma Ivano, per ogni piccola mancanza, la punisce picchiandola e rimproverandola. 

Un giorno Marcella si fidanza con un certo Giulio, figlio di benestanti commercianti, proprietari del bar più importante del quartiere. All’inizio va tutto bene fra i due fidanzati, ma poi, Delia, vedendo Giulio comportarsi come Ivano da giovane, decide di non lasciare alla figlia la sua stessa sorte e “segretamente “ fa saltare in aria il bar, grazie all’aiuto di un soldato americano di nome William. Dopo questo fatto i due ragazzi si lasciano e, con la fine della loro storia, finisce pure la possibilità di avere un futuro migliore.

Per Delia arriva uno dei giorni più importanti della sua vita: finalmente potrà votare, visto che da quell’anno tutte le donne di tutti i ceti avrebbero potuto votare, visto che da quell’anno le donne di ogni ceto avrebbero potuto farlo. E’ un modo concreto per provare a cambiare la sua condizione e quella di tante altre donne. Purtroppo, però, proprio la domenica mattina, giorno del voto, muore il suocero di Delia. Lei cerca in tutti i modi di andare comunque a votare, ma Ivano la costringe a restare a casa a vegliare il suocero. Nell’arco della giornata succedono innumerevoli fatti, ma, alla fine, riesce nell’intento. Uscendo, Delia e Marcella  si scambiano un lungo sguardo e un dolce sorriso, perché entrambe ce l’avevano fatta. 

Un film davvero bello e pieno di significato, che vi consiglio di guardare. Al centro, non solo la vita e le difficoltà in cui versa questa famiglia o il rapporto di amore-odio-complicità fra una madre e una figlia, ma anche e soprattutto la difficoltà di pensiero e di parola delle donne di quel tempo, sottomesse e calpestate dagli uomini.   

Roberta Poma

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