Il cattivo poeta” (2020), di Gianluca Jodice, inaugura il progetto Cineforum del nostro Liceo nell’A.S. 2023/24. Il film è focalizzato sugli ultimi anni di vita della figura di Gabriele D’Annunzio.

La vicenda, ambientata in Italia negli anni ’30 del Novecento, inizia con la promozione a Federale di Brescia di Giovanni Comini, grande sostenitore del regime fascista (interpretato da Francesco Patanè). Il giovane sarà poi contattato dal generale e segretario del PNF Achille Starace, che lo inviterà a Roma, dove gli sarà assegnata una difficile missione: sorvegliare Gabriele D’Annunzio (interpretato da Sergio Castellitto).

Starace teme che rendere pubblica la disapprovazione del poeta, riconosciuto a livello nazionale, verso l’alleanza tra Mussolini ed Hitler, possa generare un enorme dissenso verso il governo; così decide di farlo supervisionare ininterrottamente da uomini di partito a lui fedeli.

Comini, dunque, inizia a frequentare il Vittoriale, dimora sul lago di Garda, dove D’Annunzio è da tempo in esilio, assistito dalle fedeli Luisa Baccara e Amélie Mazoyer. Egli è ormai anziano e trascorre le sue giornate a ricordare i momenti di gloria, instaurando un solido legame col ragazzo.

Intanto aumentano gli atti di violenza per tutti gli oppositori delle Camicie nere.

Nel 1937, D’Annunzio viene nominato presidente dell’Accademia d’Italia, ma inizia a manifestare segni di squilibrio mentale. Egli riuscirà ad incontrare Mussolini alla Stazione ferroviaria Porta Nuova di Verona, ma sarà fortemente ignorato. A seguito di quel rifiuto, il poeta avrà un crollo psicofisico.

L’anno seguente, Gabriele D’Annunzio morirà in circostanze misteriose. Ai suoi funerali sarà presente Benito Mussolini in persona e Amélie regalerà da parte del Vate una piuma di pavone a Comini, in simbolo della loro amicizia. Poco dopo il giovane verrà espulso dal Partito Fascista per i suoi ideali e tutti i fedeli del poeta abbandoneranno per sempre il Vittoriale.

Uno spaccato significativo su un autore controverso, che negli ultimi anni della sua esistenza ha saputo essere un grande visionario, in grado di distinguere senza troppi giri di parole cosa avrebbe giovato alla sua nazione e cosa l’avrebbe portata nel baratro. La validità delle sue idee e dei suoi pensieri in merito ai due principali totalitarismi europei non è stata confermata da nessuno studioso, ma dalla Storia stessa, che pochi anni dopo ha dimostrato le tanto boicottate teorie del Vate, ancora oggi tra i simboli della letteratura italiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *