Un altro anno scolastico è trascorso, ma il liceo Francesco Scaduto, anche in estate, ha lasciato aperti i suoi cancelli alla comunità locale, ospitando una serie di eventi nel luogo che più lo rappresenta, il suo cuore pulsante, come spesso è stato definito: la cavea “Evelina Buttitta”.

Primo evento passato in rassegna alle “Sere d’estate al Liceo” è stato la presentazione dell’ultima pubblicazione del prof. Maurizio Padovano, Genius loci. Libri, canzoni, persone, che ha avuto luogo il 17 Giugno. A presentare il libro sono stati il prof. Francesco Caparrotta, il prof. Andrea Inzerillo e la prof.ssa Domenica Perrone, coordinati dall’editore del volume, Dario Carnevale (Istituto Poligrafico Europeo).

A seguire, il 28 Giugno, la cavea del nostro liceo è stata intitolata ad Evelina Buttitta, docente dell’Istituto venuta a mancare lo scorso marzo. Una docente che si è sempre distinta per la passione, la disponibilità e l’impegno profuso nella scuola. La stessa sera il liceo ha avuto il piacere e l’onore di ospitare uno dei suoi ex studenti più illustri: Ferdinando (Fernando) Scianna. Il fotografo, fotoreporter, scrittore, intervistato dal prof. Padovano, si è lasciato andare ad un lungo racconto sulla sua vita, il suo lavoro, il profondo legame, amicale e filiale insieme, con Leonardo Sciascia e le amicizie che ha intessuto e coltivato, tra gli altri, con Henri Cartier-Bresson e Jorge Luis Borges, senza dimenticare le origini e gli affetti bagheresi. L’evento si è concluso con la proiezione di Quelli di Bagheria, documentario realizzato a partire dall’omonimo libro di Scianna pubblicato nel 2003. 

Il 3 luglio l’istituto ha organizzato una retrospettiva dei corti di Nico Bonomolo, pittore e regista bagherese, vincitore, nel 2022, con il suo Maestrale, del premio David di Donatello per il miglior cortometraggio. Ad introdurre la proiezione dei corti è stata una discussione tra i professori Domenico Aiello, Maurizio Padovano e Bonomolo stesso sul cinema d’animazione. 

Protagonista della quarta serata – quella del 7 luglio – Giuseppe Barbera, docente emerito di colture arboree presso UNIPA, accolto al liceo F. Scaduto per la presentazione di Agrumi, saggio in cui l’autore «ricostruisce una storia del mondo inedita, in cui le vicende umane girano attorno ad un cedro o a un limone». A dialogare con l’autore, Maurizio Padovano, Gloria Calì e Tiziana Calvo.

Stessi oratori ma ospite diverso per la serata del 21 luglio, durante la quale l’architetto Antonio Belvedere ha presentato la seconda edizione (la prima risale al 1995) di Il Palazzo Cutò di Bagheria.

Altro scrittore accolto dal nostro istituto Roberto Tagliavia, il quale, insieme con i professori Maurizio Padovano e Matteo Di Figlia, ha presentato giorno 29 agosto il volume I mandarini di Ciaculli. Una saga familiare nella Sicilia del dopoguerra.

Il 5 settembre l’autrice Francesca La Mantia, insieme con Gloria Calì e Camillo Scaduto, ha presentato il suo ultimo libro, scritto a quattro mani con Angelo Urgo, Un uomo senza paura. D’Artagnan. Il primo giornalista “suicidato” dalla mafia.

L’ultimo evento per le “Sere d’estate al Liceo” è stata la presentazione di Marietta di Vincenzo Muscarella avvenuta il 12 settembre. A dialogare con l’autore Camillo Scaduto, si sono poi aggiunte alcune letture da parte dell’attrice Liliana Sinagra accompagnate dalle musiche di Francesco Giunta.

Il liceo F. Scaduto ha anche organizzato quattro incontri di cineforum, proiettando nelle serate dell’11 luglio, del 18 luglio, del 31 agosto e del 7 settembre, rispettivamente Il buio oltre la siepe (1962) di Robert Mulligan tratto dall’omonimo romanzo di Harper Lee; Baciami, stupido, commedia del 1964 diretta da Billy Wilder; Paper Moon di Peter Bogdanovich, approdato nelle sale nel 1973; infine, in occasione dell’ultimo incontro è stata proiettata una pellicola italiana, C’eravamo tanto amati (1974) di Ettore Scola.

Quella delle “Sere d’estate al Liceo” è stata un’iniziativa nata dal desiderio di sfruttare uno spazio di cui l’istituto dispone – la cavea – e fare di esso un luogo di incontro, di discussione, un’occasione che potesse accendere una scintilla, la curiosità di rivolgere la propria attenzione verso sentieri della conoscenza che probabilmente mai si sarebbe considerato di percorrere. Un invito, insomma, per la comunità, quella scolastica soprattutto, a rendersi partecipe dell’attività culturale che la scuola, nei limiti in cui le è stato possibile, ha proposto. Invito che, nella speranza di rinnovare l’esperienza, auspichiamo possa essere recepito ed accolto sempre da più persone.

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