Lifestyle Diabolik - occhi -Diabolik Astorina srl

Il giorno 5 dicembre 2023 viene annunciato l’arresto per favoreggiamento di Martina Gentile, figlia di Laura Bonafede, presunta compagna del boss mafioso Matteo Messina Denaro. La vicenda getta di nuovo luce su uno degli argomenti più controversi della storia italiana, la latitanza del temuto boss di Castelvetrano.

Soprannominato “Diabolik”, sin dalla giovinezza Messina Denaro partecipò assiduamente alla vita (anzi, malavita) mafiosa. Dopo gli arresti degli altri capomafia, il boss entra in una lunghissima latitanza che lo renderà uno dei criminali più ricercati al mondo, almeno fino al 2023. Infatti, Il 16 gennaio 2023, dopo quasi trent’anni di latitanza, Matteo Messina Denaro è arrestato dai Carabinieri del ROS nei pressi della clinica privata La Maddalena a Palermo. Il boss era in procinto di effettuare, sotto il falso nome di Andrea Bonafede, una seduta di chemioterapia. Subito dopo l’arresto è trasferito con un volo militare all’aeroporto di Pescara, da lì, nel carcere dell’Aquila. Lì morirà il 25 settembre 2023.

Il 27 febbraio 2023, mi sono recato a Casteldaccia per partecipare alla marcia contro la mafia (ricorrenza annuale del nostro territorio che ha assunto un alto valore simbolico nella guerra contro il sistema mafioso). Lì ho avuto l’onore di intervistare Giuseppe Conte (ex Presidente del Consiglio dei Ministri e attuale Presidente del Movimento 5 Stelle), al quale ho chiesto la sua opinione sull’arresto.

L’onorevole mi ha risposto così:

“Chiaramente è un arresto che può segnare una svolta nella misura in cui consentirà agli inquirenti di acquisire ulteriori informazioni e ricostruire dei percorsi di infiltrazione mafiosa. E’ chiaro, una latitanza così lunga in una realtà così affollata e così conosciuta sicuramente vuol dire che ci sono state delle complicità e delle omertà diffuse. Auguriamoci che gli investigatori possano trarre ulteriori elementi investigativi utili per debellare l’azione criminale della mafia”.

Successivamente noto, tra la folla, un uomo anziano con una lunga barba bianca. L’uomo è Vincenzo Agostino, padre di Antonino Agostino, poliziotto di scorta ucciso a Villagrazia di Carini insieme alla moglie Ida Castelluccio, il 5 agosto 1989. Il motivo della folta chioma bianca di Vincenzo Agostino è stato proprio questo dolore. Dopo la morte del figlio Agostino ha deciso di non tagliare mai i suoi capelli fino a quando la giustizia non sarebbe arrivata. Mi avvicino a lui e gli pongo il seguente quesito:

“La sua storia è molto celebre, e anche quella di suo figlio. Ma suo figlio, dopo tutto questo tempo, ha trovato giustizia?”

Mi risponde subito così:

“Ti posso dire che la giustizia sta per arrivare. Il primo assassino è già in galera, col 41 bis; ora stiamo lottando per mandare dietro le sbarre il secondo responsabile”.

Così dicendo, nei suoi occhi brilla una luce di speranza, la speranza di un padre a cui è stato strappato il bene più prezioso.

Giuseppe Manzella 2D

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *