Lunedì 27 novembre, dalle 11:05 alle 13:00, presso l’aula Raineri abbiamo assistito a un dibattito che ha interessato il conflitto, ormai perpetuatosi da oltre 70 anni, tra Israele e Palestina. Il convegno aveva lo scopo di rintracciare le radici della guerra rispolverando le causa scatenanti nella storia, con un taglio più imparziale possibile, grazie all’ausilio e alla chiarezza della scrittrice e giornalista Paola Caridi, all’intervento del docente universitario Andrea Cozzo e alla partecipazione del rappresentante dell’Amnesty International Roberto Zampardi.
L’evento è nato da un’idea della professoressa Agata Faraone, che individua nella letteratura un mezzo per interpretare la realtà a noi circostante, esaminare da vicino le crudeltà della guerra e diffondere quegli ideali umani che sono alla base del vivere civile. La docente ha incuriosito gli studenti con la lettura di estratti tratti da libri come L’urlo. Isreaele e Palestina. La necessità del dialogo nel tempo della guerra di Tahar Ben Jelloun e Gerusalemme senza Dio di Paola Caridi, la quale riconosce in Gerusalemme un mito che travalica il concetto di semplice città, bensì un simbolo a cui gli isrealiani anelano.
In videoconferenza, Caridi ha ricordato il 7 Ottobre 2023, giorno di sangue per Israele vittima di un attentato terroristico palestinese da parte di HAMAS, un movimento di resistenza islamica che nasce negli anni ’80, testimonianza di un conflitto che non si è mai risolto in una pace duratura e nemmeno approdato nel rispetto reciproco. La giornalista ha specificato che non stiamo trattando di una guerra civile ma tra due comunità che operano con un presupposto di deumanizzazione dell’altro, comportando una continua violazione dei diritti umani di guerra mondiali, quindi il prezzo più caro verrà pagato proprio dai civili.

Roberto Zampardi ci ha messo al corrente della situazione nella Striscia di Gaza, dove mancano e sono ostacolati gli interventi umanitari per la consegna di acqua, cibo e carburante. Alla luce della criticità del conflitto, ha invitato gli alunni a pensare soprattutto alle vittime e a firmare gli appelli che promuovo la cessazione del fuoco.
Andrea Cozzo, invece, ha ragionato con noi sullo spessore e sul carattere determinante dell’opinione pubblica dei due belligeranti, i cui crimini saranno adeguatamente saldati, esortandoci a rinunciare alla logica del torto e della ragione, a paragonare le percentuali delle morti e a riconoscere il complesso della violenza. Dobbiamo dimenticare il passato dopo averlo recuperato, prestando orecchio e dando voce ad entrambe le parti, perché non c’è giustizua senza ascolto.
Gli ultimi minuti della conferenza sono stati occupati dalla lettura del brano di Cecilia, dai Promessi Sposi, per ribadire che il futuro è ormai in mano a noi ragazzi.

Sintesi di qualche momento del dibattito

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