Aristotele diceva che la polis fosse la dimensione ideale dell’uomo: lo stare insieme, discutere con argomentazioni che avessero un fondamento, proporre e votare al fine di risolvere problemi e per il bene della comunità. Tutte cose che i Greci, a quanto pare, sapevano fare molto meglio di noi. Non vi nascondo che avevo in mente di scrivere un’altra tipologia di articolo ma, dopo quello che è accaduto in cavea il 17 novembre, ho deciso di cambiarne l’impostazione.
Quello di venerdì, infatti, tutto si può definire fuorché un dibattito: gente che usa questioni private per sminuire gli altri, chi gioca sul vittimismo, o chi ancora non ha completamente idea di cosa stia facendo lì…
Risultato? Urla, accuse, presunte colpe ma zero, e ripeto ZERO idee per noi e per il nostro istituto, il quale sicuramente ne necessita. Ma, soprattutto, una cavea, una scuola letteralmente spaccate a metà, in un momento in cui si dovrebbe cercare di unire la comunità scolastica tutta, in un contesto dove le espressioni come “democrazia” e “rispetto delle idee altrui” dovrebbero essere il principio cardine.
In questo ambiente già poco “dignitoso” non ci siamo fatti sfuggire proprio nulla, mancando anche di rispetto a chi per questa scuola si è impegnata più di tutti e l’ha resa , inequivocabilmente, migliore: sto parlando del mancato applauso e della relativa freddezza al ricordo della Professoressa Evelina Buttitta, sebbene sedessimo nella cavea a lei intitolata.
Ma torniamo a noi! “Come siamo arrivati a questo?” vi chiederete voi lettori. Beh, dovete sapere che non è la prima volta che succede; è da anni, infatti, che allo Scaduto e in altri istituti eleggiamo persone che della parola “rappresentante” non saprebbero fare neanche lo spelling. Tante le testimonianze che ho raccolto: dal candidarsi esclusivamente per “battere il record di voti” all’offrire il caffè alle classi in cambio di un occhio di riguardo alle votazioni. Sì, alcuni di voi saranno stupiti, ma è questo il tipo di gente che abbiamo eletto ultimamente. Sembra quasi che gli studenti e i problemi della scuola vengano meno davanti alle smanie di protagonismo e alla sete di “potere”. Ovviamente, ho avuto modo di confrontarmi con diversi studenti e ,sulla base di ciò, scritto quanto detto prima.
È altrettanto indiscutibile, però, che la colpa sia anche di noi elettori, per il semplice fatto che siamo stati noi ad eleggerli. È anche colpa nostra quando ci lasciamo influenzare da affermazioni quali “votami, mi raccomando”, oppure votiamo l’amico/a, il compagno/a, il più bello/a, il/la più popolare. Mi chiedo invece cosa succederebbe, se ognuno di noi cominciasse a guardare alle idee e al bene della scuola, pensando esclusivamente con la propria testa. Chiudo, invitando tutti a una riflessione: ci lamentiamo sempre della classe politica attuale ma se questa è quella del futuro…

Francesco Pecoraro IIID

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