Commento del libro “Fino a quando la mia stella brillerà” di Liliana Segre

Si tratta di un libro che narra la storia di Liliana Segre, una sopravvissuta dell’Olocausto, Senatrice a vita  della Repubblica Italiana dal 2018. La narrazione ha inizio dalla gioventù fino all’età adulta, proseguendo sul forte rapporto con il padre e con i membri familiari. Il racconto passa in rassegna alcuni momenti più intimi della Senatrice durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, viene trattato il rientro in Patria e la sua sofferenza nel dover fingere che fosse tutto normale, rifiutandosi dell’idea di dimenticare, come tutti invece  suggerivano. Infine, la senatrice approfondisce il personale percorso di guarigione che le ha permesso di raccontare al mondo la sua esperienza, al fine di non dimenticare. A salvarla da Auschwitz, riferisce l’autrice, è  stato l’amore per il suo caro papà. 

Un’attenta lettura mi ha permesso di cogliere e comprendere il significato profondo del libro in questione. Il dettaglio che ho apprezzato maggiormente è l’aspetto autobiografico del racconto: questo particolare mi ha permesso di percepire significativamente le emozioni dell’autrice, consentendomi di sentirmi vicina alla sua narrazione con consapevolezza. La lettura di questo libro mi ha dato la possibilità di comprendere come la guerra abbia provocato dei cambiamenti radicali nell’animo umano. La strage, che fa da sfondo al racconto della Senatrice, ha frantumato non solo il corpo ma anche i pensieri di chi l’ha vissuta in prima persona.

Particolarmente interessanti, sono state le frasi che descrivevano l’indifferenza e di come questa sia stata un’arma letale proprio come quelle utilizzate dai soldati: questo atteggiamento ha portato le persone a sentirsi sole ed indifese come se il loro dolore e la loro sofferenze non fossero visibili agli occhi della società.

Altri argomenti trattati sono stati: la speranza e i sogni. La seguente citazione ne fornisce  un’idea:

“Sognavo a occhi aperti. Mai a occhi chiusi.”

Questa frase dimostra come i sogni aiutino a  salvarsi, creando una corazza intorno al cuore che protegge dalle sofferenze. Una volta chiusi gli occhi, il dolore sembra svanire per lasciare spazio ai sogni. 

Con il suo racconto, la Segre è stata in grado di aiutare i giovani ad essere più consapevoli. Tuttavia, per riuscire in  questo, ha dovuto accettare il dolore e poi superarlo, senza dimenticare di ricominciare a sognare.  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *