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Da tempo sentiamo parlare di Intelligenza Artificiale, di software in grado di comporre opere d’arte, musica e di ricostruire addirittura voci e stili, come è recentemente successo con la voce di John Lennon nel nuovo singolo dei Beatles “Now and Then”. 

Azienda leader del settore è OpenAI la quale è riuscita a sviluppare, grazie a strutturati meccanismi di organizzazione dei dati, un cosiddetto chatbot il quale ha la necessità di essere “nutrito” con informazioni cosicché possa risultare d’aiuto per l’utente medio che chiede notizie, codici di programmazione, impostazioni per scritti, descrizioni di opere d’arte, creazione d’immagini ed una serie di altre operazioni che fino a poco tempo fa potevano essere associate solo alle capacità umane. Proprio le fonti da cui si ricavano tali informazioni sono spesso di spiccata attendibilità e appunto per questo è quasi impossibile che vengano divulgate fake news.

ChatGPT come Bard Google (adesso Gemini), BlackBox, Midjourney o Lexica, soprattutto, sono  potentissimi mezzi, ormai nelle mani di tutti, capaci di rivelare qualunque cosa nel loro database evadendo quei pochi filtri, che stanno diventando sempre più necessari proprio per evitare spiacevoli inconvenienti.

L’Intelligenza Artificiale è allora impiegabile in molteplici campi come, per esempio, quello medico, scolastico o industriale, con il rischio di arrivare ad una progressiva integrazione o sostituzione rispetto agli strumenti odierni. Possono, allora, essere tratti dei benefici da tutto ciò se questi software vengono utilizzati in modo lecito e responsabile. Per esempio il trattamento dei dati sensibili affidati all’IA sta migliorando sempre più, con lo scopo di perfezionare l’esperienza tra utente e programma. 

D’altra parte, tutto ciò può essere anche molto pericoloso: infatti, la maggior parte delle nostre informazioni sono legate semplicemente ad un’email e ad una password. Pensare di affidarle ad un software sconosciuto non pare una cosa molto raccomandabile. A questo si ricollegano allora dei concetti molto particolari, legati alle innovazioni della robotica e agli automatismi industriali, che costringono così i lavoratori specializzati a doversi reinventare. Personaggio di spicco che ha approfondito tali astrazioni è Luciano Floridi, il quale si riferisce all’etica del digitale e della Intelligenza Artificiale, avendo riflettuto sulla società dell’informazione e sulle variazioni nella quotidianità di ognuno verificatesi con l’avvento della quarta rivoluzione.

Stiamo, dunque, assistendo ad un cambiamento epocale che ha come protagonista quello che possiamo definire un prossimo sostituto dell’uomo, dello stesso calibro, se non di maggior importanza, dell’invenzione della macchina a vapore, del computer o della fotografia.

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