In attesa delle Sere d’estate, venerdì 29 dicembre, nell’aula Raineri del nostro Liceo, è stato presentato il volume “Conversazione sulla Sicilia” di Nino Mannino.

Il libro ha una duplice struttura: la prima parte è costituita dal racconto personale e familiare dell’autore stesso; la seconda parte, invece, è rappresentata dall’intervista fatta a Mannino da Dario Carnevale e dal prof. Matteo Di Figlia.

Conversazione sulla Sicilia” si propone di fare il punto sugli ultimi settant’anni del PCI in Sicilia. A discuterne l’editore Dario Carnevale (Istituto Poligrafico Europeo), la moglie dell’autore Gemma Mannino Contin, il prof. Maurizio Padovano e Francesco Tornatore. Tante le domande, le riflessioni e gli interventi scaturiti dall’incontro.

Anzitutto, perché i militanti del PCI hanno scritto su di sé e sulla propria militanza politica? Tra gli anni Cinquanta e Settanta, contava più la libertà intellettuale o l’ossequio di partito? E come veniva svolta l’attività politica?                  

Dalla discussione del 29 dicembre, gli ascoltatori, soprattutto i più giovani, che degli anni oggetto della conversazione non hanno alcuna esperienza diretta, hanno potuto apprendere essenzialmente due cose: gli uomini e le donne di quegli anni nutrivano grande fiducia nel futuro ed erano, se non convinti, perlomeno persuasi che il lavoro, la cultura e l’incontro con gli altri potesse cambiare le sorti del Paese, migliorandolo. E tuttavia in quella stessa epoca, i militanti del PCI considerarono gli anni Settanta come gli anni più bui del partito. Eppure, non manca di ricordare Francesco Tornatore, quelli furono anni di grandi conquiste dal punto di vista politico e, soprattutto sociale (istituzione dei consultori familiari, legalizzazione del divorzio, collocamento dei braccianti agricoli). 

Particolare attenzione ha catturato, infine, il racconto della militanza di Gemma Mannino Contin. Il suo intervento è stato illuminante circa il ruolo delle donne nell’attività politica di quegli anni. Le donne, per l’appunto, erano le uniche in grado di individuare i bisogni, i problemi della gente, farli diventare oggetto di disputa nelle riunioni di partito e trasformarle in «esigenze da alta politica».

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