Il 5 marzo 2024 dalle 11:05 alle 14 circa, nell’Aula Magna del nostro liceo, ho preso parte ad una conferenza presieduta dall’ex sindaco di Rizziconi, Antonino Bartuccio, da Giuseppe Puleo, che per anni è stato il capo della scorta dell’ex sindaco, e da due componenti delle forze dell’ordine, un poliziotto, che ci ha raccontato la sua esperienza lavorativa in un paesino vicino Rizziconi, e un finanziere, che ci ha spiegato le dinamiche di trasporto delle sostanze stupefacenti che dall’estero arrivano qui in italia. 

Il primo a prendere parola è stato Giuseppe Puleo che ci ha emozionato raccontandoci il legame che si era instaurato con la sua “seconda famiglia” e specialmente con i figli di Bartuccio, Francesco e Adriana, che si sono ritrovati da un giorno all’altro a dover accettare il fatto di vivere la loro vita accompagnati sempre da un esercito ma che, grazie a Giuseppe Puleo, si sono adeguati in maniera giocosa giocoso alla situazione, facendo tutte quelle cose che per dei ragazzi di 14 e 17 anni sono considerate normali. È poi intervenuto Bartuccio, che ha raccontato la sua storia partendo dall’omicidio del diociottenne Francesco Inzitari, la risposta della mafia alla cattura del boss Teodoro Creta portata al termine grazie alle dichiarazioni del padre di Inzitari, avvenuto il 5 dicembre 2009 a Taurianova. Bartuccio ci racconta che i suoi figli, specialmente Francesco, erano rimasti particolarmente scossi da questo evento e che per questo hanno chiesto ai genitori di poter andare a fare le condoglianze alla famiglia Inzitari. Da lì a poco Bartuccio deciderà di candidarsi e diventerà il sindaco di Rizziconi. Arrivato a questo punto della storia, Bartuccio ci dice “io non ho chiesto il permesso per candidarmi come sindaco e a qualcuno questo ha dato fastidio”. Infatti, divenuto  sindaco, alcuni esponenti della ‘ndrangheta cercano in tutti i modi di condizionare il buon andamento dell’amministrazione comunale di Bartuccio che invece coraggiosamente li denuncia. Per questo la notte del 4 Giugno 2014 vengono arrestati 6 ‘ndranghetisti. La mattina dopo Bartuccio viene svegliato dalla polizia che gli chiede di recarsi a Reggio Calabria perché l’antimafia avrebbe voluto parlargli. Da quel giorno  Bartuccio e la sua famiglia (figli, moglie, genitori) vengono affidati ad una scorta, a capo della quale c’è appunto Giuseppe Puleo, che diventerà la loro ombra per un lungo periodo della loro vita. Bartuccio arrivato a questo punto, ci racconta i disagi subiti dalla sua famiglia a causa di questa condizione: ci racconta della difficoltà del padre che perde gran parte dei clienti (persino i parenti) dell’azienda che gestiva, o delle complicazioni sociali che i suoi figli hanno riscontrato perché a causa della paura delle famiglie, non venivano più invitati ai compleanni o alle uscite. Ma nonostante questo dichiara che se in un primo momento si sentiva angosciato per aver complicato la vita dei suoi figli, adesso si definisce soddisfatto di averli salvati dall’arroganza e dalla prepotenza di alcune persone che non hanno a cuore il bene del prossimo.

Bartuccio conclude il suo discorso raccontandoci che quando lui era sindaco aveva avanzato la proposta di intitolare la scuola elementare di Rizziconi a Francesco Inzitari ma che questa era stata bocciata dal consiglio di istituto. L’attuale sindaco di Rizziconi, per questo, ha dedicato a Francesco la via davanti alla scuola esponendo una grande insegna con su scritto “via Francesco Inzitari, vittima della criminalità organizzata”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *